Politica estera

Tegola su Macron: adesso finisce indagato

Emmanuel Macron è indagato in Francia per finanziamento illecito della campagna elettorale: al centro ci sarebbero i legami con McKinsey

Tegola su Macron: adesso finisce indagato per la campagna elettorale

Emmanuel Macron è indagato in Francia per finanziamento illecito della campagna elettorale. Lo scandalo giudiziario legato al presunto affaire McKinsey, nota Le Parisien, "è il primo a colpire direttamente il Presidente della Repubblica".

L'autorevole testata della capitale ricorda che Macron sarebbe stato iscritto in queste settimane nel registro degli indagati: "Secondo le nostre informazioni, controllate da diverse fonti vicine al caso, nel mese di novembre è stata aperta un'indagine giudiziaria per accuse di favoreggiamento" e "finanziamento illegale della campagna elettorale" da parte della Procura finanziaria nazionale (Pnf).

Le indagini riguarderebbero i legami tra Emmanuel Macron e la società americana McKinsey, gigante della consulenza strategica cui l'Eliseo avrebbe gradualmente affidato importanti incarichi di sostegno alle politiche del governo. Secondo la Pnf Macron e La Republique En Marche!, partito del presidente, sarebbero sospettati di aver confuso assegnazione degli appalti e finanziamenti "sotterranei" alla corsa della formazione centrista al potere.

L'inchiesta è per ora gestita, secondo le informazioni a disposizione, da tre giudici istruttori, uno dei quali è un note fustigatore dei potenti transalpini, Serge Tournaire, che alla vigilia delle presidenziali vinte da Macron ha incriminato François Fillon, favoritissimo candidato del centrodestra, nel 2017 per l’impiego fittizio della moglie Penelope, e in seguito l'ex presidente Nicolas Sarkozy nel caso Bygmalion.

Tutto è cominciato quando nel marzo scorso è stato pubblicato un rapporto della Commissione inchiesta del Senato in cui si denunciava il riscorso massiccio da parte del governo alle società di consulenza. Il documento concentrava l'attenzione tra il 2018 e il 2021, periodo durante il quale le commissioni governative al colosso di New York erano "più che raddoppiate" fino a raggiungere una spesa da un miliardo di euro lo scorso anno. Una sorta di "sussidio" indiretto a un gigante della consulenza a stelle e strisce che si sarebbe associato alla concessione di ampie informazioni sulle dinamiche politiche francesi. Su questo i magistrati si sono insospettiti. Le indagini si sono concentrate sull'attribuzione dei contratti pubblici con "cifre colossali" e a "sospetti di finanziamenti occulti" della campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2017, quelle che hanno portato Macron da homo novus della politica transalpina a essere scelto come candidato all'Eliseo da parte del fronte liberale e moderato.

Dall'Eliseo non sono per ora giunti commenti volti a smentire una rivelazione che si rivela decisamente esplosiva per la politica francese. Anche le opposizioni, per ora, non affondano: dai prossimi giorni capiremo l'ampiezza di una sfida con cui il presidente francese non ha ancora dovuto confrontarsi nella sua intensa carriera all'Eliseo.

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