I giudici contro la Casa Bianca: "Dazi in gran parte illegali". Trump: "Così si distrugge il Paese". Che succede ora

La sentenza di una Corte d'appello federale Usa solleva dubbi sulla politica commerciale del presidente Usa. La palla passa alla Corte Suprema

I giudici contro la Casa Bianca: "Dazi in gran parte illegali". Trump: "Così si distrugge il Paese". Che succede ora
00:00 00:00

I dazi imposti dall'amministrazione Trump sono in gran parte illegali ma almeno per il momento resteranno in vigore. A stabilirlo è una sentenza emessa da una corte d'appello federale che con 7 voti a favore e 4 contrari ha stabilito che "la legge conferisce al presidente un'autorità significativa per intraprendere una serie di azioni in risposta a un'emergenza nazionale dichiarata, ma nessuna di queste azioni include esplicitamente il potere di imporre tariffe, dazi o simili, o il potere di tassare". La sentenza non è prevista entrare in vigore prima del 14 ottobre e fornirà così tempo alla Casa Bianca di presentare ricorso alla Corte Suprema. Essa rappresenta però un indiscutibile choc con ripercussioni globali per la politica commerciale di The Donald.

La Corte d'appello federale entra nel merito della giustificazione legale adoperata dal tycoon - l'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) del 1977 che conferisce al presidente il potere di affrontare minacce "insolite e straordinarie" durante le emergenze nazionali - sostenendo di ritenere "improbabile che il Congresso, emanando l'Ieepa, intendesse discostarsi dalla sua prassi passata e concedere al presidente un'autorità illimitata per imporre dazi". La legge in questione, prosegue la sentenza, "non menziona i dazi (o alcuno dei suoi sinonimi) né prevede garanzie procedurali che contengano chiari limiti al potere del Presidente di imporre dazi".

La decisione dei giudici solleva dubbi sugli accordi siglati dagli Stati Uniti con l'Unione Europea, il Giappone, la Corea del Sud e altri importanti partner commerciali, scrive Politico. Il New York Times sottolinea che la sentenza della Corte d'appello federale è particolarmente dolorosa per l'amministrazione repubblicana, i cui rappresentanti hanno dichiarato ai giudici che qualsiasi indebolimento dei poteri presidenziali in materia di dazi potrebbe scatenare il caos economico. Poco prima della sentenza, i principali consiglieri economici del leader Usa avevano espresso preoccupazione per le sorti delle intese commerciali firmate dagli Usa citando, tra gli altri, quello concluso con Bruxelles.

Non si è fatta attendere la reazione del commander in chief all'ennesimo colpo di scena nella sua battaglia per ripristinare una nuova età dell'oro negli Stati Uniti. In un post pubblicato dal capo della Casa Bianca sul suo social Truth si legge che "tutti i dazi sono ancora in vigore! Oggi una Corte d'Appello fortemente faziosa ha erroneamente affermato che i nostri dazi dovrebbero essere rimossi, ma sa che alla fine vinceranno gli Stati Uniti d'America. Se questi dazi venissero mai eliminati, sarebbe un disastro totale per il Paese. Ci renderebbe finanziariamente deboli e dobbiamo essere forti. Gli Stati Uniti non tollereranno più enormi deficit commerciali e dazi doganali e barriere commerciali non tariffarie ingiuste imposte da altri Paesi, amici o nemici, che minano i nostri produttori, agricoltori e tutti gli altri".

"Se lasciata in vigore", prosegue Trump, "questa decisione distruggerebbe letteralmente gli Stati Uniti d'America. All'inizio di questo fine settimana del Labor Day, dovremmo tutti ricordare che i dazi sono lo strumento migliore per aiutare i nostri lavoratori e sostenere le aziende che producono ottimi prodotti MADE IN AMERICA. Per molti anni, i nostri politici insensibili e imprudenti hanno permesso che i dazi venissero usati contro di noi. Ora, con l'aiuto della Corte Suprema degli Stati Uniti, li useremo a beneficio della nostra Nazione e renderemo l'America di nuovo ricca, forte e potente!".

Per il New York Times l'amministrazione

repubblicana non ha alcuna garanzia di successo presso la Corte Suprema. Molti esperti legali e studiosi conservatori e libertari hanno infatti già espresso dubbi sulla legalità delle decisioni sui dazi prese dal presidente Usa.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica