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"Pronti a combattere stanotte": così la Nato ignora le trattative sulla Groenlandia e si prepara alle prossime sfide

L'Alleanza atlantica terrà nelle prossime settimane delle importanti esercitazioni militari, nome in codice "Cold Response"

"Pronti a combattere stanotte": così la Nato ignora le trattative sulla Groenlandia e si prepara alle prossime sfide
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Per noi nulla è cambiato. Questo il mantra che i vertici militari e i soldati della Nato sembrano ripetere in questi giorni dominati dalle minacce di Donald Trump sulla Groenlandia che hanno rischiato di spaccare l'Alleanza. Le roboanti esternazioni del tycoon, poi ritirate al termine del World Economic Forum di Davos, hanno messo a dura prova i nervi dei leader politici dei Paesi alleati di Washington ma, come riporta un insider al Wall Street Journal, non avrebbero comportato distrazioni dagli obiettivi per il personale militare (e civile) della Nato.

"Mantenere la concentrazione è fondamentale", hanno infatti affermato alti ufficiali dell'Alleanza al quotidiano statunitense precisando che le forze armate operano come servizi di emergenza e devono essere pronte a rispondere immediatamente ai pericoli. I loro comandanti, dicono, si esercitano in maniera costante come se dovessero "combattere stanotte" e per questo, durante un incontro dell'organizzazione svoltosi all'inizio della settimana, un suo rappresentante di alto livello ha dichiarato che i drammi politici, per loro, non comportano alcun cambiamento.

Non che sia stato facile ignorare le notizie e le affermazioni di Trump - "gli Stati Uniti sono trattati in modo molto ingiusto dalla Nato", ha detto il presidente Usa - ma in questi giorni, riporta sempre il Wall Street Journal, il mood all'interno del quartier generale dell'Alleanza viene riassunto con il celebre motto "keep calm and carry on". "Siamo naturalmente a conoscenza delle discussioni politiche in corso ma non c'è mai stata una dimensione militare in quelle discussioni", ha dichiarato il comandante supremo delle forze Nato, il generale americano Alexus G. Grynkewich.

La macchina dell'organizzazione internazionale con sede in Belgio non si è mai fermata. Neanche quando il presidente Trump ha evocato la possibilità di un'operazione militare in Groenlandia, territorio controllato da uno degli Stati membri della Nato, la Danimarca. Negli scorsi giorni, i Paesi dell'Alleanza hanno annunciato o pubblicato nuove informazioni sulle prossime esercitazioni militari, tra cui diverse proprio nella regione artica. La Norvegia ha infatti fornito i dettagli della manovra "Cold Response" che si svolgerà a marzo e dovrebbe essere la più grande dell'anno in corso. L'esercitazione in questione verrà guidata da un quartier generale norvegese-statunitense vicino alla città di Bodo, in Norvegia.

"Cold Response" ha lo scopo di migliorare la cooperazione tra le truppe alleate nelle proibitive condizioni dell'Artico e vedrà la partecipazione di circa 25mila soldati provenienti da 14 Paesi dell'Alleanza, tra cui Stati Uniti, Canada, Danimarca e Italia. "Questa esercitazione non riguarda solo la preparazione alle minacce odierna", ha affermato il generale Daniel L. Shipley, comandante dei Marines degli Stati Uniti in Europa e Africa. "Si tratta di sviluppare le capacità e di rafforzare le capacità necessarie per scoraggiare future aggressioni e salvaguardare i nostri interessi comuni", ha proseguito il comandante Shipley.

In parte già avviate sono poi le manovre Nato "Steadfast Dart" descritte come le più estese e visibili del 2026.

Si svolgeranno in tutta l'Europa centrale coinvolgendo principalmente le forze armate europee che intendono testare l'integrazione di forze terrestri, aeronavali, spaziali, informatiche e delle operazioni speciali. Vi prenderanno parte circa 10mila militari da 11 nazioni, inclusa l'Italia e la Turchia.

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