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La prossima mossa di Trump: "Un cambio di regime a Cuba entro fine anno"

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel: "Non è possibile alcuna resa o capitolazione". La portaerei Usa George H.W. Bush a 60 miglia da Cuba

La prossima mossa di Trump: "Un cambio di regime a Cuba entro fine anno"
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La politica estera di Donald Trump, tra sfoggio di potenza e diplomazia transazionale, non conosce tregua né, tantomeno, confini. Dopo l'operazione che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro in Venezuela e le sortite su Iran, Ucraina e Groenlandia, passando per Gaza e la creazione del Board of Peace, il presidente americano sembra aver messo gli occhi su un nuovo obiettivo: Cuba. Stando infatti a quanto rivelato da fonti anonime al Wall Street Journal, l'amministrazione repubblicana sta cercando persone all'interno del governo cubano che possano aiutare a raggiungere un accordo per rovesciare il regime castrista entro la fine dell'anno.

Le fonti consultate dal quotidiano americano riferiscono che la Casa Bianca ritiene che l'economia di Cuba sia vicina al collasso e che il governo locale, dopo aver perso l'alleato venezuelano, non sia mai stato così fragile. I funzionari statunitensi non avrebbero al momento un piano concreto per porre fine al regime cubano ma sono convinti che l'arresto di Maduro e le concessioni ottenute dai suoi alleati siano un avvertimento per l'Avana.

Secondo il Wall Street Journal, l'amministrazione Usa, durante gli incontri con esuli cubani e gruppi civici a Miami e Washington, starebbe dunque cercando di individuare qualcuno all'interno del governo che "capisca la situazione e voglia raggiungere un accordo". Una strategia che punta a replicare il successo ottenuto dalla talpa interna alla cerchia di Maduro su cui gli americani avrebbero potuto contare per organizzare l'operazione Absolute Resolve.

Proprio il blitz a Caracas starebbe incoraggiando la Casa Bianca a cercare la spallata contro il regime cubano, fortemente dipendente da quello venezuelano. L'economia dell'isola, già prima dell'arresto di Maduro, era afflitta da importanti carenze di beni di prima necessità e colpita da frequenti blackout. "Suggerisco vivamente di raggiungere un accordo. Prima che sia troppo tardi", ha scritto Trump l'11 gennaio sul suo social Truth precisando che "niente più petrolio o soldi" andranno a Cuba.

Per il presidente americano l'operazione in Venezuela è stata un successo e anche la cooperazione con la leader ad interim Delcy Rodríguez avrebbe dimostrato che gli Stati Uniti possono "dettare le condizioni". Il modello venezuelano difficilmente potrebbe però trovare applicazione a Cuba. Il regime dell'isola è monopartitico e vieta l'opposizione politica, a differenza che in Venezuela dove si registrano proteste ed elezioni più frequenti (per quanto segnate dai brogli).

Alcuni funzionari Usa hanno riportato al Wall Street Journal che il tycoon e la sua squadra considererebbero la caduta del regime cubano come la prova decisiva della sua strategia di sicurezza nazionale volta a rimodellare l'emisfero. Trump riterrebbe in particolare che porre fine all'era Castro consoliderebbe la sua eredità portando a compimento ciò che a John Fitzgerald Kennedy non riuscì negli anni Sessanta. Anche per un altro membro della cerchia del tycoon, il segretario di Stato Marco Rubio (di origini cubane), la defenestrazione del regime di Cuba rappresenta un obiettivo chiave.

Le intenzioni di Washington sono rese ancora più eloquenti dalla presenza della portaerei statunitense Uss George H.W. Bush ad appena 60 miglia dalle coste cubane, ufficialmente impegnata in esercitazioni militari nell'area. Mentre il presidente cubano Miguel Díaz-Canel dichiara che "non è possibile alcuna resa o capitolazione, né alcun tipo di intesa basata sulla coercizione o sull'intimidazione", gli alleati dell'Avana cercano di mostrare il loro sostegno.

Il 94enne Raul Castro ha infatti incontrato il ministro dell'Interno russo Vladimir Kolokóltsev a cui ha chiesto di trasmettere "saluti affettuosi" a Vladimir Putin e il leader cinese Xi Jinping, in segno di "stretta fratellanza" tra le due nazioni, ha approvato un nuovo pacchetto di aiuti per Cuba che prevede lo stanziamento di 80 milioni di dollari e l'invio di 60mila tonnellate di riso. Nonostante le manifestazioni di supporto, Mosca e Pechino potrebbero però ritrovarsi ancora una volta con le spalle al muro qualora Trump dovesse dare il via libera ad un'operazione contro il regime castrista.

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