L’Iran sta rafforzando i collegamenti ferroviari con la Cina per attenuare gli effetti del blocco imposto dagli Stati Uniti ai suoi porti. Con le principali rotte marittime limitate, Teheran punta così sul trasporto su rotaia attraverso l’Asia centrale come canale alternativo per le importazioni e, in prospettiva, per alcune esportazioni. Il corridoio ferroviario collega la città cinese di Xian con la capitale iraniana, attraversando Kazakistan e Turkmenistan.
La rotta ferroviaria iraniana
Secondo quanto riportato da Bloomberg, il numero di treni merci lungo la tratta Xian-Teheran è aumentato sensibilmente dall’inizio delle restrizioni, passando da circa un convoglio alla settimana a uno ogni tre o quattro giorni. La crescita del traffico riflette un adattamento alle nuove condizioni imposte dal blocco navale statunitense avviato nelle scorse settimane, un blocco che ha ridotto la capacità di esportare petrolio e di importare beni essenziali, in particolare cereali.
A causa della guerra, i costi di trasporto sono comunque aumentati: le quotazioni per un container standard da 40 piedi hanno raggiunto fino a 7.000 dollari, con un incremento di circa il 40% rispetto ai livelli abituali. La tratta ferroviaria può contribuire solo in parte a compensare le limitazioni imposte ai porti iraniani, visto che la capacità di carico dei treni resta inferiore rispetto a quella delle navi cargo di grandi dimensioni. Ogni convoglio può infatti trasportare circa 50 container, mentre una nave marittima può contenerne migliaia.
Una mossa alternativa
Il flusso commerciale sulla rotta ferroviaria è al momento prevalentemente in entrata verso l’Iran. I container trasportano beni industriali e di consumo, tra cui componenti per l’automotive, generatori ed elettronica. Le autorità iraniane hanno indicato che in futuro il collegamento potrebbe essere utilizzato anche per esportare prodotti come petrolchimici e carburanti, ma per ora il traffico rimane concentrato sulle importazioni.
Operatori del settore logistico hanno riferito che la domanda di spazi sui treni è aumentata e che alcune settimane risultano già completamente prenotate. Parallelamente, Teheran sta sviluppando altri corridoi terrestri, inclusi collegamenti con l’Afghanistan e piani di potenziamento delle infrastrutture ferroviarie verso nord, in direzione della Russia.
Ebbene, queste iniziative dovrebbero rientrare in una strategia più ampia volta a diversificare le vie commerciali e ridurre la dipendenza dalle rotte marittime, in un contesto di pressione economica e di contrazione delle entrate valutarie.
Con i porti in gran parte isolati, il governo iraniano considera le alternative terrestri uno strumento per mantenere i flussi di approvvigionamento e limitare carenze interne. La situazione, tuttavia, resta tanto complicata quanto delicata.