Lo stallo politico negli Usa e le richieste del Gop: cosa c'è dietro al discorso saltato di Zelensky

Le profonde divisioni tra democratici e repubblicani paralizzano il Congresso degli Stati Uniti, mettendo a rischio l'invio di nuovi aiuti militari all'Ucraina. Ira di Joe Biden: "Non aiutare Kiev è folle"

Lo stallo politico negli Usa e le richieste del Gop: cosa c'è dietro al discorso saltato di Zelensky
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La situazione bellica in Ucraina continua a rimanere sostanzialmente invariata e, per Kiev, il fronte più caldo sta diventando quello della politica internazionale. Martedì 5 dicembre, il presidente Volodymyr Zelensky avrebbe dovuto lanciare un appello al Congresso degli Stati Uniti per sbloccare nuovi rifornimenti di armi, ma la videoconferenza è stata cancellata.

È successo qualcosa all’ultimo minuto”, ha affermato il leader dei democratici alla Camera Chuck Schumer, ma non sono state fornite ulteriori informazioni né da parte ucraina, né da ufficiali americani. Il fatto che il leader di Kiev abbia deciso di disertare l’evento è di per sé strano, considerando la situazione bellica difficile degli ultimi mesi, e lo è ancora di più considerando che avrebbe dovuto tenere il suo discorso alla vigilia del voto al Congresso di un pacchetto di aiuti d'emergenza all'estero da 106 miliardi di dollari, di cui più di 61 destinati proprio all’Ucraina.

Le ragioni della cancellazione dell’evento sono da cercare nell’attuale situazione politica in cui versano gli Stati Uniti. La Camera dei rappresentanti è spaccata, con la maggioranza repubblicana che subordina nuove spese militari in favore del Paese invaso dalla Russia all’approvazione di misure restrittive sull'immigrazione. Uno stallo parallelo a quello del fronte, che ha fatto infuriare il presidente Joe Biden. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, infatti, “il mancato sostegno all’Ucraina è assolutamente folle e contro gli interessi degli Stati Uniti”. A nulla sono valsi gli appelli della direttrice del budget dell’amministrazione Shalanda Young, che in una lettera indirizzata a Capitol Hill ha sottolineato che “non c'è alcuna riserva magica di fondi disponibili. Siamo senza soldi e quasi fuori tempo massimo”, esortando Camera e Senato ad agire rapidamente per supportare la battaglia democratica di Kiev e prevenire un conflitto più grande tra Nato e Russia.

I rappresentanti del Gop, però, sembrano essere completamente indifferenti agli appelli del governo. Una dozzina di loro ha anche abbandonato una riunione riservata con il segretario di Stato Antony Blinken e altri funzionari tenutasi nel pomeriggio di martedì 5, che aveva l’obiettivo di aggiornarli sulla situazione bellica in Ucraina e di fare pressione su di loro affinché appoggiassero il pacchetto di aiuti. Nel dibattito è intervenuto anche lo speaker della Camera Mike Johnson, che ha affermato di non poter approvare l'invio di altro equipaggiamento militare al Paese invaso prima di un cambiamento significativo nella politica di controllo dei confini, definita come “la nostra priorità numero uno”.

A fronte di questa difficile situazione interna della nazione leader del fronte pro-Kiev, è possibile ipotizzare che sia stata la stessa amministrazione Biden a consigliare a Zelenesky di non tenere il proprio discorso, in modo da poter discutere di un eventuale accordo con i repubblicani senza la presenza ingombrante, seppur solo virtuale, del presidente ucraino.

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