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Tre destre e nessuna sinistra: come sarà formato il parlamento dell'Ungheria dopo le elezioni

Il nuovo parlamento ungherese sarà formato da soli tre partiti: Tisza, Fidesz e l’estrema destra di Mi Hazank. Non ci saranno formazioni di sinistra

Tre destre e nessuna sinistra: come sarà formato il parlamento dell'Ungheria dopo le elezioni
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Il tema principale delle elezioni in Ungheria è coinciso con il successo di Peter Magyar, leader del partito di centro destra all'opposizione Tisza, e la conseguente debacle di Fidesz, formazione guidata da Viktor Orban. Dopo 16 anni al potere, l'attuale primo ministro ha rimediato una sonora sconfitta. Magyar ha infatti ottenuto 138 dei 199 seggi parlamentari disponibili: quanto basta per superare la soglia dei due terzi, avere la supermaggioranza necessaria per emendare la Costituzione e governare senza ostacoli di sorta. C'è però un altro aspetto da sottolineare osservando i risultati elettorali. Il nuovo parlamento ungherese sarà formato da soli tre partiti: Tisza, Fidesz e l’estrema destra di Mi Hazank. Non saranno presenti partiti di sinistra, i veri grandi sconfitti delle urne.

Un parlamento conservatore

Il testa a testa tra Orban e Magyar è terminato con una schiacciante vittoria del leader di Tisza, che governerà in scioltezza forte di una vittoria fiume. Fidesz dovrà accontentarsi di 55 seggi, un drastico calo rispetto ai 135 che controllava. Negli ultimi due anni, Magyar ha lanciato un messaggio di cambiamento sfruttando la crescente rabbia per il clientelismo, la stagnazione economica e il rapido deterioramento dei servizi pubblici, così da spezzare la morsa del potere del capo di governo più longevo dell'Unione europea.

Magyar, che si definisce un conservatore di centro-destra, ha unito liberali ed elettori scontenti di Orban sotto l'ombrello di Tisza. Ha inoltre fatto ciò che altri ex partiti di opposizione non erano mai riusciti a fare: conquistare le zone rurali attraverso una campagna elettorale incessante che lo ha portato anche nei villaggi più piccoli (un tempo roccaforte di Fidesz). Il risultato è coinciso con la vittoria di ben 138 seggi contro i 55, come detto, raccolti dal partito di Orban.

La terza destra e i grandi sconfitti

Accanto a Tisza e Fidesz, in parlamento è entrato un terzo partito di destra, decisamente più estrema e radicale rispetto a quella incarnata da Magyar e Orban. Si tratta di Mi Hazank, traducibile in italiano come “Nostra Patria”, che ha raccolto sei seggi. Il partito guidato da Laszlo Toroczkai - che rifiuta l'etichetta di estrema destra, preferendo definirsi un sovranista in contrapposizione alle forze globaliste – avrà tuttavia poco peso.

Secca sconfitta, invece, per i partiti di sinistra e progressisti.

La coalizione socialista democratica (DK), che alla vigilia si trovava in una forbice che andava dal 2% al 5% dei consensi, non è riuscita a superare la soglia di sbarramento del 5% fermandosi all'1,6%. Niente seggi neppure per il partito ungherese del Cane a Due Code (MKKP) anti establishment arrivato allo 0,6%.

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