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"Finalmente libero", "Notizia meravigliosa", "Giornata di gioia": tutte le reazioni alla liberazione di Trentini

Il cooperante è stato liberato dopo oltre 400 giorni di detenzione ed è ora in sicurezza all’ambasciata italiana a Caracas. Dalla politica alle istituzioni, unanime il sollievo e il ringraziamento per l’azione diplomatica italiana

"Finalmente libero", "Notizia meravigliosa", "Giornata di gioia": tutte le reazioni alla liberazione di Trentini

La liberazione di Alberto Trentini, detenuto in Venezuela da 423 giorni, ha suscitato un’ondata di reazioni e messaggi di sollievo e soddisfazione dal mondo politico e istituzionale. Trentini è stato scarcerato insieme a Mario Burlò ed è attualmente in sicurezza presso l’ambasciata italiana a Caracas, in attesa del rientro in Italia.

Tra i primi a dare l’annuncio il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha affidato ai social il suo commento:
"Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi. A nome mio personale e del Senato della Repubblica ringrazio il governo italiano, le autorità venezuelane e chi ha operato nell'ombra e nel silenzio per arrivare a questo importante risultato". Sulla stessa linea il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, che in una nota ha parlato di “profonda gioia”: "La notizia della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, che segue quella di altri connazionali nei giorni scorsi, è motivo di profonda gioia. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento a coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo risultato".

Dal Veneto, regione di origine di Trentini, sono arrivate parole particolarmente partecipate. Il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha sottolineato l’emozione per la fine di una lunga detenzione: “Ho accolto questa notizia davvero con una grande emozione. Finalmente Alberto è libero dopo mesi e mesi di angoscia. Per questo esprimo profonda soddisfazione e sincera gratitudine al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e a tutte le autorità italiane che, a vario titolo, hanno lavorato con impegno e determinazione per raggiungere l’obiettivo della liberazione di Alberto, dopo oltre 400 giorni di detenzione in un carcere di massima sicurezza venezuelano”. "Desidero ringraziare il Governo e la rete diplomatica italiana per l’azione costante e silenziosa che ha consentito di arrivare a questo risultato – aggiunge - È un grande sollievo per tutti noi. Un pensiero ci tengo a rivolgerlo ai genitori di Alberto, Armanda ed Ezio, che hanno vissuto mesi di grande apprensione. A loro va l’abbraccio dell’intera comunità veneta, che non ha mai smesso di sperare Ora l’incubo è finito, e attendiamo Alberto nella sua città".

Anche il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ha parlato di una giornata di festa: "Una notizia meravigliosa che ci riempie il cuore di gioia: Alberto Trentini è finalmente libero. Dopo 423 giorni di prigionia in Venezuela, il nostro concittadino veneto può tornare a casa, tra l'affetto dei suoi cari e della sua comunità. È una giornata di festa per il Veneto e per l'Italia. Sono certo che anche la comunità venezuelana residente nella nostra Regione è pronta a festeggiare il ritorno di Alberto, con occhi di nuova speranza per il futuro del loro Paese". "Un risultato importante - sottolinea Zaia - in un momento di forte instabilità del Venezuela, reso possibile grazie al lavoro tenace e silenzioso del Governo italiano, della Farnesina, dell'intelligence, della nostra rete diplomatica e di tutte le donne e gli uomini che, con discrezione e determinazione, hanno lavorato instancabilmente. A tutti loro, dal Veneto va il nostro ringraziamento più sincero, perché hanno saputo costruire, giorno dopo giorno, le condizioni per un esito positivo.""Un pensiero speciale - aggiunge il presidente - va alla mamma e alla famiglia di Alberto, che ha affrontato con coraggio e dignità un lungo periodo di attesa e sofferenza. Oggi, finalmente, può riabbracciare una persona che non ha mai smesso di credere nei valori della solidarietà e della cooperazione.". "Il Veneto - conclude Zaia - attende ora il ritorno imminente di Alberto. La sua liberazione è una vittoria della democrazia."

Dal Comune di Venezia, il sindaco Luigi Brugnaro ha definito la giornata “di gioia” per tutta la città: "Finalmente dopo tanti mesi di detenzione in Venezuela, Alberto Trentini è libero e potrà finalmente tornare in Italia e riabbracciare i suoi genitori e i suoi cari. Oggi per tutta Venezia è una giornata di gioia". "È un risultato importante - prosegue Brugnaro -, frutto di un lavoro diplomatico serio, costante e silenzioso che ha visto impegnate con determinazione le istituzioni italiane ai massimi livelli. Per questo desidero esprimere un sentito ringraziamento al ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, con cui abbiamo seguito da subito la vicenda, e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per l'impegno profuso nel raggiungimento di questo obiettivo. La liberazione di Alberto restituisce serenità alla sua famiglia e a un'intera comunità che non ha mai smesso di sperare e di chiedere il suo ritorno".

Sul fronte politico nazionale, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha espresso soddisfazione per l’esito della vicenda:
“Alberto Trentini è finalmente libero! È stato liberato insieme a Mario Burlò e si trovano all’ambasciata di Caracas. È una splendida notizia che ci dà tanta gioia, il nostro abbraccio stretto alla sua famiglia e all’avvocata Ballerini, e il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per riportarlo a casa”. Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha parlato di una “bella notizia” che conferma l’impegno dello Stato: “Una bella notizia ha aperto la nostra giornata: è quella della liberazione in Venezuela dei nostri connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò”. “Garantire la libertà di un cittadino innocente è uno dei princìpi fondamentali del nostro Paese, un diritto che va garantito in Italia come all’estero - ha aggiunto - Ed è soprattutto grazie all’impegno del Governo e del lavoro instancabile del nostro Ministro degli Esteri Antonio Tajani che anche questa volta è stata conquistata la libertà di altri due connazionali ingiustamente incarcerati dalla dittatura di Maduro”.

Tra i messaggi più intensi e personali quello di Don Luigi Ciotti, che ha seguito la vicenda in questi mesi: "Bentornato, carissimo Alberto! E’ una gioia indescrivibile saperti libero e pronto a rientrare in Italia, dalla tua famiglia e dai tuoi amici. Ti siamo stati famiglia in tanti, in questo periodo di ingiusta e durissima detenzione. Tu forse non l’hai saputo, ma abbiamo condiviso coi tuoi genitori Armanda ed Ezio, e con la brava avvocata Alessandra Ballerini, preoccupazione, impegno e speranza. Non li abbiamo lasciati mai soli, non abbiamo lasciato che si spegnesse l’attenzione su di te, prigioniero senza colpe di un sistema di interessi che usa i diritti delle persone come merce di scambio. Non avevamo il potere di riportarti a casa, ma sentivamo il dovere morale di sollecitare ogni giorno, a gran voce, chiunque fosse in grado di intervenire. Ognuno l’ha fatto secondo la propria sensibilità: chi attraverso gli appelli, chi con le manifestazioni, con la preghiera o con il digiuno. Il tuo nome, il tuo sorriso, la tua forza nel sopportare una prigionia senza motivo, ci hanno accompagnati in quest’anno di attesa sempre più febbrile. L’attesa è finita e adesso non ci stanchiamo di ripeterlo: bentornato, Alberto! Bentornato a te giovane uomo generoso, figlio di un’Italia che crede nella pace, nella libertà, nella dignità di tutti gli esseri umani. E che naturalmente si rallegra anche per gli altri detenuti restituiti oggi ai propri Paesi e alle proprie famiglie".

"In questi lunghi mesi abbiamo fatto di tutto per sentirti vicino, anche mettere un po’ della tua passione civile nel nostro impegno quotidiano. Grazie perché, anche senza poterci parlare, ci hai insegnato qualcosa.

Oggi la felicità di saperti libero supera qualsiasi riflessione su come la tua liberazione sia infine arrivata - ha aggiunto - Ma un pensiero va al popolo del Venezuela e in particolare ai suoi abitanti più poveri e fragili, ai quali tu volevi portare aiuto e che oggi affrontano nuove prove. La speranza è che anche per loro si costruiscano nel tempo quei diritti e quella giustizia sociale che dovrebbero essere garantiti a ogni comunità umana".

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