Ad Asunción, in Paraguay, è stato firmato l’accordo commerciale di libero scambio da Unione europea e Mercosur. L’intesa consentirà di abbattare oltre il 90 per cento dei dazi tra i Paesi Ue e i quattro del Sudamerica. Una trattativa che ha visto l’Italia grande protagonista come testimoniato dal primo commento dal presidente dell’Argentina Javier Milei: “Desidero esprimere il mio riconoscimento alla leadership europea che ha reso possibile questo risultato, in particolare alla Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, che ho il piacere di chiamare mia amica, Giorgia Meloni. Il suo impegno e il suo sostegno sono stati determinanti affinché questo accordo potesse concretizzarsi oggi”.
Nel suo discorso, riportato dal Clarin, il numero uno di Buenos Aires ha evidenziato: "È fondamentale che nella fase di attuazione venga preservato lo spirito di quanto negoziato. L'introduzione di meccanismi che ne limitino l'accesso, come quote, salvaguardie o misure di effetto equivalente, ridurrà in modo significativo l'impatto economico dell'accordo e ne comprometterà l'obiettivo essenziale. Dobbiamo vigilare nei nostri parlamenti affinché ciò non accada. I 25 anni investiti ci obbligano a essere all'altezza in questa fase finale".
Alla firma dell’intesa è intervenuta anche la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che ha richiamato l’attenzione sulla rilevanza geopolitica dell’accordo. "L'importanza geopolitica di questo accordo non può essere sottovalutata", la sua sottolineatura, poiché permette alle due regioni di cooperare su temi internazionali rilevanti, dalla tutela dell’ambiente alla riforma delle istituzioni globali. L’ex ministro della Difesa di Berlino ha insistito sulla necessità di un’azione comune, osservando che "quando le nostre due regioni parleranno con una sola voce sulle questioni globali, il mondo ascolterà".
Nel suo intervento, la von der Leyen ha anche evidenziato gli aspetti economici della nuova partnership, spiegando che "questo accordo invia un segnale forte al mondo. Riflette una scelta chiara e deliberata. Preferiamo il commercio equo ai dazi doganali, scegliamo una partnership produttiva e a lungo termine e, soprattutto, intendiamo offrire vantaggi reali e tangibili ai nostri cittadini e alle nostre aziende". Ha aggiunto che il mercato così creato rappresenterà quasi un quinto del PIL globale, coinvolgendo circa 700 milioni di persone.
La presidente del governo europeo ha poi elencato alcuni effetti attesi dall’intesa, affermando che "questo accordo eliminerà i dazi doganali e altre barriere commerciali e aprirà gli appalti pubblici", fornendo un quadro normativo più stabile per investimenti e scambi. Secondo von der Leyen, ciò potrà favorire in particolare le migliaia di piccole e medie imprese europee che già operano nei Paesi del Mercosur, contribuendo alla creazione di nuovi posti di lavoro. Infine, la von der Leyen ha richiamato l’attenzione sull’aspetto ambientale dell’accordo, spiegando che "vorrei inoltre sottolineare come questo accordo sosterrà le nostre ambizioni di proteggere la natura e il clima". Il capitolo dedicato al commercio sostenibile, ha detto, punta a supportare la transizione climatica su entrambe le sponde e a garantire un accesso più sicuro alle materie prime necessarie ai processi europei di decarbonizzazione, in un’ottica di collaborazione tra partner con competenze complementari.
"La rilevanza di questo accordo va al di là delle cifre.
Lanciamo un messaggio sull'essenza del commercio libero, del multilateralismo e del diritto internazionale come base nel rapporto tra le regioni, invece che arma geopolitica" le parole del presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa: "Forse arriva tardi ma arriva nel momento più opportuno: non vogliamo creare sfere d'influenza ma zone di prosperità condivisa, non vogliamo né dominare né imporre, ma rafforzare i legami tra i cittadini e le nostre imprese". "Mentre c'è chi che crea barriere, noi lanciamo ponti", ha evidenziato in conclusione.