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L'editoriale

Per fortuna c'è chi dice no

Da liberale, spero sempre di avere un governo che difende chi non la pensa come me

Per fortuna c'è chi dice no

Se la Flotilla punta veramente la prua verso i luoghi dove vede messa in discussione la libertà e la democrazia, dovrebbe fare una missione che, risalendo il Tevere, arrivi il più vicino possibile a Largo del Nazareno. Perché non si spiega proprio come, mentre il governo, a partire dalla premier Giorgia Meloni, attacca Israele per le immagini dell'equipaggio in ginocchio e contesta il ministro Ben Gvir, la sinistra di Pd e 5 stelle sia sempre la stessa che, un giorno sì e l'altro no, fra scioperi e tafferugli va in piazza mettendo la premier a testa in giù e accusando il governo di fascismo.

D'altra parte in un Paese dove non si riesce a mantenere un'unità nemmeno di fronte a un attentato come quello di Modena, si capisce bene perché a sinistra prevalga l'istinto di accusare il governo. Perché siamo ipocriti. E, soprattutto, siamo più palestinesi dei palestinesi veri, se addirittura Hamas nemmeno si è presentata alle elezioni a Gaza, perché ha perso il consenso popolare. Mentre qui, invece, continua la sua propaganda anche quando i gazawi cominciano a rivolgersi ai tribunali internazionali proprio contro il regime terroristico che li guida. Da liberale, spero sempre di avere un governo che difende chi non la pensa come me. E la Flotilla non la pensa come me. Così come spero che il governo sappia dire di no. Come l'ha fatto Meloni con l'Europa di centrosinistra prima, con Trump in America poi. E come fa con Netanyahu in Israele.

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