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Politica internazionale

“Sempre tuo, Pedro Pedro Pedro”. Sanchez incorona Schlein: “Elly è la migliore per l’Italia”. La risposta alla Littizzetto

Tra scandali, inchieste e sondaggi negativi, il premier spagnolo benedice la segretaria dem. Ma l’endorsement rischia di trasformarsi in un boomerang

Sanchez

Pedro Sanchez incorona Elly Schlein. Ma quello che nelle intenzioni del premier spagnolo dovrebbe essere un attestato di stima rischia di trasformarsi in un boomerang per la segretaria del Pd. Perché a dispensare consigli sul futuro politico dell’Italia è un leader che ha appena sciolto il Parlamento, è stato costretto a convocare elezioni anticipate e si presenta all’appuntamento con le urne dopo mesi segnati da crisi politiche, scandali giudiziari e sondaggi tutt’altro che incoraggianti. Insomma, forse non proprio lo sponsor ideale.

L’occasione è la “letterina” di Luciana Littizzetto a “Che tempo che fa”. La comica ha rivolto un appello al leader socialista, invitandolo a trasferirsi in Italia per mettere ordine nel litigioso campo largo. Una provocazione accompagnata dall’ironia: “Pedro Pedro Pedro Pedro pe, tu es il più figo della Ue”. Sanchez, chiamato a guidare la “paella” del campo largo, ha raccolto l’invito e risposto direttamente sui social. “Grazie per le gentili parole, Luciana, ma devo rimanere in Spagna a cucinare paella per almeno quattro anni. E comunque, non riesco proprio a immaginare una persona migliore per l’Italia che Elly Schlein!”. Poi la firma, con tanto di rosa rossa: “Sempre tuo, Pedro Pedro Pedro”.

Un endorsement che farà certamente piacere alla leader dem, da tempo estimatrice del modello socialista spagnolo. Peccato che proprio quel modello stia attraversando una delle fasi più complicate della sua storia recente. Il 5 ottobre Sanchez ha annunciato lo scioglimento delle Cortes e convocato le elezioni anticipate per il 29 novembre, dopo la bocciatura parlamentare di due decreti sulla casa. A mandare sotto il governo sono stati anche i voti di Junts, alleato indispensabile della maggioranza. L’ennesimo segnale della fragilità dell’equilibrio politico costruito dal premier.

E non è tutto. Secondo i recenti sondaggi, il Partito popolare e Vox raccolgono complessivamente oltre il 50% delle intenzioni di voto. Il Psoe è fermo al 28,1%, mentre il blocco progressista resta distante dalla maggioranza assoluta. Numeri che naturalmente non rappresentano un risultato elettorale, ma fotografano le difficoltà di Sanchez alla vigilia della campagna. Sul fronte giudiziario, poi, la situazione è ancora più delicata, basti pensare alla condanna in primo grado del fratello David per prevaricazione, al cosiddetto caso Koldo oppure al rinvio a giudizio della moglie Begoña Gómez per presunti reati di traffico di influenze e malversazione.

Sia chiaro: Sanchez ha sempre respinto l’idea di una corruzione generalizzata nel Psoe e ha difeso il proprio operato. Ma il peso politico di queste vicende è difficile da ignorare. Tanto più per un leader che, dopo aver perso il sostegno parlamentare necessario a portare avanti alcuni provvedimenti, ha deciso di rimettere la parola agli elettori.

Ed è qui che l’investitura della Schlein assume un sapore quantomeno paradossale. Il premier spagnolo, alle prese con una crisi politica che ha interrotto anticipatamente la legislatura e con un partito coinvolto in numerose vicende giudiziarie, si propone come estimatore della guida del centrosinistra italiano. Un sostegno che offre alla segretaria dem un riconoscimento internazionale, ma anche un collegamento diretto a una stagione politica spagnola tutt’altro che brillante. Senza dimenticare che pure in Italia il campo largo continua a fare i conti con rivalità, veti e candidature contese.

Per la Schlein resta dunque l’endorsement. Con un piccolo inconveniente: a benedire il suo futuro politico è un premier travolto dalle contestazioni che ha appena dovuto interrompere la propria legislatura e chiedere agli elettori un nuovo mandato. E chissà se, dalle parti del Nazareno, abbiano davvero qualcosa da festeggiare.

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