«E leva sto cazzo de telefono», «merda» gridato tre volte, «te ne devi andare», «ti levi dal cazzo». A pronunciare queste parole urlando contro un'esule cubana in Italia la cui unica colpa è stata quella di chiedere libertà per il popolo cubano e venezuelano durante la manifestazione pro Maduro sabato scorso a Roma, è un professore dell'Università La Sapienza di Roma. Si chiama Luciano Vasapollo ed è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche in teoria in pensione ma, a quanto risulta dal sito dell'ateneo, continua a insegnare anche quest'anno accademico con un corso in «Scienze del turismo sostenibile». Vasapollo era già balzato agli onori delle cronache per aver definito nell'autunno del 2024 Israele «stato terrorista» durante un'assemblea universitaria.
Oltre a essere un docente è anche dirigente nazionale della Rete dei Comunisti, l'organizzazione a cui sono legati i collettivi «Cambiare Rotta» e «Osa» noti per le loro azioni violente nelle scuole e nelle università italiane ed è stato lui a portare le delegazioni dei collettivi in Venezuela per partecipare al «Congresso mondiale contro il fascismo e il neofascismo».
Vasapollo ha inoltre un legame di lunga data con Nicolas Maduro al punto da aver pubblicato pochi giorni fa sul sito «Faro di Roma» un articolo corredato da una foto che lo ritrae sorridente abbracciato al dittatore venezuelano intitolato «Stima e affetto per Nicolás Maduro, un amico di lunga data, e il valore del diritto internazionale calpestato dall'Impero Usa». L'incipit dell'articolo è emblematico: «ci sono legami umani e politici che attraversano decenni, che non si spiegano soltanto con le affinità ideologiche, ma anche con la condivisione di speranze, sconfitte e battaglie quotidiane. Il mio rapporto con Nicolás Maduro costruito negli anni in cui abbiamo camminato accanto a Hugo Chavez è uno di questi». Ma il rapporto di Vasapollo con Maduro è più profondo, non a caso il giornale per cui collabora lo definisce «storico decano di economia alla Sapienza di Roma e consulente dei governi di L' Avana e Caracas».
I legami di Vasapollo non finiscono qui, essendo al centro di una rete europea che in questi anni ha sostenuto il dittatore venezuelano con una forte ramificazione in Italia. Si tratta di un'organizzazione fondata a Bruxelles nel 2018 chiamata «Red Europea de Solidaridad con la Revolución Bolivariana» che riunisce circa 36 organizzazioni (cresciute negli anni a oltre 80) da 17 paesi europei. La rete è un vero e proprio strumento politico di lobby di Maduro e del Venezuela in Europa promuovendo conferenze, incontri e iniziative con le ultime che si sono svolte ad aprile e dicembre a Napoli e Roma. Tra i fondatori in Italia ci sono il partito comunista dei Carc e il Conaicop ma collaborano anche Potere al popolo e il collettivo Rete dei Comunisti. Il braccio culturale e accademico di questa rete si chiama «Red de Intelectuales, Artistas y Movimientos Sociales en Defensa de la Humanidad» e il presidente è proprio Luciano Vasapollo.
Intanto in rete iniziano a comparire le testimonianze di alcuni suoi studenti all'università e, scrive una ragazza commentando il video in cui insulta la donna cubana alla
manifestazione pro Maduro: «ho fatto cinque esami con lui tutti uguali, incentrati sulla politica comunista. Se provavi ad avviare una discussione di contrasto, venivi cacciato dall'aula». Cattivo maestro in tutti i sensi.