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Meloni: "Serve più tempo per il Board of Gaza. Con Usa assenza di comunicazione dalla Ue"

La premier a Porta a Porta: "Aperti, disponibili e interessati alla proposta per il Medio Oriente. Ma ci sono elementi di incompatibilità con la nostra Costituzione". E su Putin: "Nel multilateralismo al tavolo anche persone distanti"

Meloni: "Serve più tempo per il Board of Gaza. Con Usa assenza di comunicazione dalla Ue"
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L'Italia è "aperta, disponibile e interessata" al Board per Gaza. E, anzi, sarebbe persino "non intelligente" autoescludersi da un organismo del genere. Ma c'è un problema di incostituzionalità. A dirlo è Giorgia Meloni, ospite nella puntata speciale per i 30 anni di Porta a Porta su Rai 1.

La proposta, assicura la premier, è interessante per "almeno due ragioni". "La prima è che l'Italia può giocare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella costruzione della prospettiva dei due Stati e poi in generale non considererei una scelta intelligente da parte dell'Italia e dell'Europa quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante", ha spiegato nel salotto di Bruno Vespa, "C'è per noi un problema costituzionale di compatibilità". Serve quindi più tempo: "Questo non ci consente di firmare sicuramente domani", ha aggiunto, "C'è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane di apertura".

In particolare Meloni ha chiarito che "la questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all'articolo 11" della Costituzione, "quello per cui noi possiamo cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati. E questo può essere incompatibile con alcuni articoli dello statuto" del Board of Peace per Gaza.

La presidente del Consiglio ha affrontato anche la questione Groenlandia e in particolare il rapporto dell'Europa con gli Stati Uniti. "Una parte dei problemi è soprattutto dato forse da un'assenza di comunicazione che bisogna ripristinare", ha detto, "Quando nei giorni e nelle settimane passate alcuni Paesi europei hanno deciso di inviare dei soldati per delle delle operazioni di training in Groenlandia, questo è stato letto dall'amministrazione americana come un attacco nei confronti degli americani". "Io credo che invece fosse il tentativo di rispondere a un'esigenza che anche gli americani pongono", ha aggiunto, "È la ragione per cui ho chiamato Donald Trump e gli ho detto: 'Guarda che credo che non si sia capito. E credo che sia un errore la previsione o la minaccia di aggiungere dazi a quelle nazioni che avevano fatto questa scelta'. Ma c'è una parte di questi problemi che è soprattutto dato da forse da un'assenza di comunicazione che bisogna ripristinare"

In ogni caso, sottolinea Meloni, "è una materia che, come ho detto molte volte, va trattata nell'ambito delle dell'Alleanza atlantica". "Questa è una competenza della Nato", ha ribadito, "La Groenlandia è da considerarsi territorio di responsabilità della Nato. Le due nazioni che stanno discutendo sono due alleati dell'Alleanza atlantica e la questione che gli americani pongono è una questione di sicurezza su un territorio strategico. Questo è un tema corretto, è un tema che riguarda anche noi.

Tutto l'Artico, la Groenlandia, anche per quello che accade con i cambiamenti climatici, diventano zone che hanno una particolare strategicità e sicuramente c'è il rischio che, ad esempio per le materie prime di cui quei territori sono molto ricchi che fanno gola molte potenze straniere, non ci sia sufficiente presenza e sufficiente controllo: è un tema reale. È il tema che pongono gli americani".

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