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Messaggio Ue all'Italia e altri 8 Paesi: "Stop ai controlli a frontiere interne". Ma La Lega avverte: "Decidiamo noi"

Il governo europeo raccomanda di rimuovere gradualmente le verifiche alle frontiere interne. La respinge il pressing europeo: “Non decide Bruxelles”

Messaggio Ue all'Italia e altri 8 Paesi: "Stop ai controlli a frontiere interne". Ma La Lega avverte: "Decidiamo noi"
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Bruxelles torna a premere sui confini interni dell’area Schengen. La Commissione europea ha raccomandato oggi a nove Paesi - Italia compresa - di avviare una rimozione graduale dei controlli temporanei introdotti lungo alcune tratte delle frontiere interne.

Il richiamo dell’esecutivo Ue riguarda Austria, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia. Si tratta degli Stati che hanno notificato la reintroduzione dei controlli per ragioni legate alla sicurezza e alla gestione dei flussi. Una misura consentita dal diritto europeo, ma solo a determinate condizioni e per periodi limitati. Quando la proroga supera i dodici mesi, la Commissione è tenuta a esprimere un parere.

Bruxelles valuta la necessità e la proporzionalità dei controlli ancora in vigore, insieme alle misure alternative adottate dai singoli governi per ridurre l’impatto sulla circolazione transfrontaliera. La Commissione "rimane impegnata a sostenere i principi di libera circolazione e sicurezza nell'area Schengen". L’obiettivo indicato dall’Ue è accompagnare gli Stati verso una progressiva normalizzazione. I pareri, infatti, contengono raccomandazioni per consentire ai governi interessati di lavorare alla "graduale eliminazione e alla progressiva revoca dei controlli alle frontiere interne".

La presa di posizione europea ha subito provocato la reazione della Lega.

Il Carroccio ha respinto l’indicazione arrivata da Bruxelles, rivendicando la competenza italiana sulla sicurezza dei confini: "Decidiamo noi come, quando, per quanto e chi controllare ai nostri confini per proteggere gli Italiani, non Bruxelles".

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