25 aprile, Berlusconi: "Deve essere festa di tutti". Sull'Europa: "È scesa in campo"

In una intervista al Foglio, Berlusconi si augura che quest'anno la festa della Liberazione sia più che mai un giorno di unità profonda della nazione in quanto la ricorrenza cade in un momento di dolore per l’emergenza coronavirus

25 aprile, Berlusconi: "Deve essere festa di tutti". Sull'Europa: "È scesa in campo"

Undici anni dopo il suo 25 Aprile a Onna, piccolo centro abruzzese in provincia de L’Aquila devastato nel 2009 da una forte scossa di terremoto, Silvio Berlusconi ha dedicato un nuovo pensiero al giorno della Liberazione. "Oggi il 25 Aprile dev'essere veramente la festa di tutti, perché è intorno alle nostre libertà, al nostro modo di vivere in una società democratica, che tutti gli italiani si uniscono come si sono uniti nella risposta all'emergenza. Spero che quest'anno più che mai sia un giorno di unità profonda della nazione", ha detto il leader di Forza Italia in un'intervista che verrà pubblicata domani sul Foglio, di cui è stata pubblicata un’anticipazione .

Tra quel giorno del 2009 e oggi vi è un triste elemento comune: il dolore. Se 11 anni fa questo sentimento fu causato dal sisma che provocò 309 morti, nel presente la sofferenza è dovuta all’emergenza coronavirus che ha spento le vite di oltre 25mila persone. Luogo simbolico, Onna, scelto allora da Berlusconi perché, oltra al dramma del terremoto, sul finire della Seconda guerra Mondiale fu teatro della strage di civili fatta dalla Wermacht in ritirata.

Oggi l’ex premier, come tutti gli italiani, è in isolamento domiciliare a causa della delicata situazione sanitaria. Ma anche in un momento così difficile ha voluto far sentire la sua voce per incoraggiare gli italiani. "È triste che un anniversario importante come il 75esimo della Liberazione cada in un momento così doloroso", ha affermato il leader azzurro. "Però – ha continuato- questa coincidenza deve anche farci riflettere. Le cose che diamo come scontate nelle nostre società dell'Occidente, la libertà, la sicurezza, il benessere, la salute, non sono mai conquistate per sempre. Pericoli vecchi e nuovi sono costantemente in agguato".

Nell’intervista, Berlusconi si è soffermato anche sulle azioni che dovrà prendere Bruxelles per fronteggiare le conseguenze della crisi economica provocata dal coronavirus."In tutta sincerità al principio io ero preoccupato per le lentezze dell'Europa. Oggi l'Unione europea però è scesa in campo con una serie di strumenti estremamente importanti, alcuni dei quali voluti proprio da noi, con un paziente lavoro di convinzione prima di tutto all'interno del Partito Popolare Europeo", ha affermato l’ex premier.

Berlusconi, inoltre, ha spiegato che “la decisione al vertice di giovedì scorso di dare il via al Recovery Fund è molto importante, un passo sulla strada giusta anche se naturalmente bisognerà vederne la concreta realizzazione. È necessario mettere in campo almeno 1000 miliardi, e almeno la metà devono essere contributi a fondo perduto. C'è anche un tema di tempi: solo a giugno si avrà una determinazione definitiva e il fondo diventerà operativo da dicembre. È troppo tardi".

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