Alfredo Cospito rimarrà al 41 bis nel carcere di Cagliari: questa la decisione del ministero della Giustizia. Il provvedimento, che sta già destando forte polemica tra i sostenitori del leader anarchico, arriva in un momento cruciale, in cui il fronte anarco-insurrezionalista stava riprendendo piede tra le piazze in modo significativo, oltre alle diverse rivendicazioni degli ultimi mesi. Hanno minacciato il Guardasigilli Carlo Nordio: "Ultimamente persino più traballante del solito firma quello che potrebbe essere uno dei suoi ultimi provvedimenti. Forza Alfredo, di fronte a questa classe dirigente resti un gigante anche in catene", scrivono nei loro canali. Anche per questo e a fronte di toni inquietanti, il rischio è quello di un Primo Maggio ad altissima tensione nelle piazze, già da ieri attraversate da manifestazioni e proteste per l'abbordaggio della Flotilla diretta a Gaza. "Insorgiamo, resistiamo e blocchiamo tutto", gridano ora gli attivisti di area antagonista. L'allarme nelle piazze è altissimo, nei meandri dei gruppi legati alla galassia anarchica e radicale della sinistra si ipotizzano scontri, contatti con le forze dell'ordine per "riprendersi" il palazzo del centro sociale Askatasuna, liberato lo scorso dicembre. Si teorizza la "lotta" per questo Primo Maggio, come fanno i Carc che rilanciano la loro posizione anche in questa giornata, ribadendo quello che è il loro obiettivo "di battaglia in battaglia dobbiamo cacciare il governo Meloni". Ma non si fermano alla giornata di oggi, perché hanno già rilanciato anche la manifestazione nazionale di Milano per la Nakba del 16 maggio, lo sciopero delle scuole del 7 e quello generale del 29 maggio, la battaglia contro il gemellaggio Milano-Tel Aviv. Ma si cerca anche la sfida alle istituzioni, la provocazione allo Stato, come fanno proprio a Torino, che sarà l'epicentro dell'eventuale guerriglia, dove il comitato "Vanchiglia insieme", che è legato ad Askatasuna, ha chiesto la possibilità di utilizzare il cortile dell'edificio liberato a dicembre, che da allora è militarizzato per evitare che venga occupato nuovamente. "L'obiettivo era smilitarizzare l'area dopo lo sgombero", spiegano dal comitato, per "riappropriarsi degli spazi comuni". Ma "il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica ha espresso parere non favorevole", spiegano. E non stupisce, visto che Askatasuna ha già annunciato un ampio corteo, partecipato dalle sigle dei pro Pal e dai centri sociali, inclusi i movimenti No Tav. Ieri, invece, c'è stato uno step ulteriore, che delinea la strategia dell'antagonismo, ma anche i mondi collaterali con cui la saldatura si è trasformata da occasionale a strutturale: CARC, islamici e "gruppi di lotta" si riuniscono per parlare del "manuale di autodifesa" per "fronteggiare le azioni repressive degli apparati dello Stato". Appuntamento alle 18:30 nella Capitale. Presente una rappresentante dei CARC, uno dell'Udap (l'unione democratica arabo palestinese scesa in piazza più volte con Mohammad Hannoun) e uno per la rete dei comitati e collettivi di lotta. Quest'ultimo è Silvano Falessi, soggetto noto alle forze dell'ordine e fratello di Maurizio Falessi, che dopo una lunga latitanza è stato arrestato nel 2004 ad Alessandria in compagnia della ex Br Rita Algranati. A organizzarsi però sono anche i pro Pal: "Non siamo carne da macello né carne da cannone. Saranno giorni di lotta, ci vediamo in corteo".
Il tutto mentre preparano, nei gruppi telegram e whatsapp, il modo per eludere i controlli di polizia, con numeri verdi per il pronto intervento legale. C'è chi vuole lo scontro, in un clima che sta ricordando, sempre più, quei maledetti anni di piombo.