Adesso il MoVimento manda le mail sui preservativi agli iscritti

Il MoVimento 5 Stelle, per via di una proposta di legge, ha chiesto agli iscritti di Rosseau di dire la loro sull'Iva presente sull'acquisto di preservativi. Ma qualche membro della piattaforma, considerata la fase politica, non sembra troppo contento per la scelta del tema

Adesso il MoVimento manda le mail sui preservativi agli iscritti

Domandare se sia corretto o meno che all'acquisto di preservativi corrisponda il 22% di Iva. Questo è l'oggetto di una delle mail inoltrate nelle cassette di posta elettronica degli iscritti del MoVimento 5 Stelle dalla Casaleggio & associati.

Alcuni di coloro che hanno ricevuto il quesito in questione non sembrano aver reagito in maniera troppo entusiasta, ma la "democrazia diretta", si sa, obbliga ad avere un'opinione più o meno su tutto. I cittadini virtuali devono, gioco forza, fare della tuttologia un loro prerequisito. "Cittadini totali", si legge ancora in qualche manuale di scienza politica che spiega in cosa consiste questo fenomeno.

L'ipotesi paventata è quella di ridurre la tassazione al 10%. La necessarietà della discussione, invece, è dipesa da una proposta di legge di un senatore pentastellato. Ora i cinque stelle devono decidere, via web, se iniziare a 'giocarsela' in Parlamento oppure no. Più di cittadino italiano potrebbe pensare "ben venga", ma il dubbio citato anche da Libero, riguarda altro, cioè l'opportunità politica confrontata con il momento attraversato dal Belpaese: può la formazione politica guidata da Luigi Di Maio, di questi tempi, promuovere questo tipo di "battaglie", nel mentre le questioni sul tavolo del governo, specie quelle relative alla materie economiche, chiamerebbero a occuparsi di aspetti ben più urgenti? O magari a rispondere politicamente di quelle vicende che Forza Italia ha già definito "purghe che ricordano Stalin".

Stando a quanto si legge sul quotidano nominato, sono gli stessi membri della piattaforma Rousseau ad aver alimentato la polemica sui preservativi: "Ma con tutti i mega problemi che ci sono, infinitamente più seri e importanti, ai preservativi ha pensato?! Non aggiungo altro". Così si è espresso Andrea Ferruccio Chiarini, che è uno degli iscritti al portale pentastellato. "Il fatto che esistano problemi più gravi non significa che non debbano essere affrontati anche quelli più piccoli", ha replicato un altro grillino, ma sono arrivate puntuali anche le controrepliche. Poi ci sono i cosiddetti "tradizionalisti", quelli che esprimono contrarietà a qualunque proposta sul tema perché, magari, sono del tutto contrari alla contraccezione e preferiscono proporre l'utilizzo di "metodi naturali".

La proposta di legge è stata presentata attraverso l'esposizione di una serie di argomentazioni: le nuove infenzioni, anzittuto, che per il senatore Gaspare Antonio Marinello, che è il proponente, "sono 357 milioni". Poi la specificazione: "...una su quattro rappresentata da: clamidia, gonorrea, sifilide e tricomoniasi. Un adolescente su venti presenta un' infezione batterica di questo tipo". E ancora le incertezze e la confusione sui metodi contraccettivi che la farebbero da padrone tra le giovani generazioni: "La distinzione tra contraccezione e prevenzione non è sempre chiara tra i giovani. Il 70% usa il profilattico come strumento di prevenzione, ma il 17% dichiara di ricorrere alla pillola anticoncezionale, collocandola erroneamente tra gli strumenti di prevenzione".

Quindi il dato economico-sociale: "Nonostante siano considerati dispositivi medici, il prezzo in Italia continua ad essere molto elevato a causa, anche, dell' Iva applicata al 22%".

Il MoVimento 5 stelle, in questa fase, sta dibattendo anche del prezzo dei preservativi.

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