Fdi chiede conto al Pd del "pizzino" di Gjadër. È pronta l'interrogazione con cui i meloniani chiedono ai ministri competenti di chiarire il caso degli "avvocati rossi". A Fratelli d'Italia non è sfuggita l'inchiesta del Giornale sul business che ha consentito il mancato rimpatrio di 345 migranti trattenuti a Gjadër. Rispetto al totale, due persone su tre non vengono rimpatriate grazie al giochino dei ricorsi. Soggetti pericolosi che sono tornati in Italia, sempre nei Cpr, per via di cavilli e procedure giudiziarie. Ma Fdi chiede soprattutto al governo di verificare il ruolo avuto da una delegazione del Pd che, l'estate scorsa, ha distribuito ai migranti di Gjadër i contatti di un legale attivo nei contenziosi contro i trattenimenti. L'avvocato in questione è Salvatore Fachile, socio dell'Asgi, l'associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione che è legata a Magistratura democratica.
"Diversi stranieri presenti nel Cpr di Gjadër avrebbero poi effettivamente conferito mandato al professionista in questione per presentare ricorso contro il trattenimento", specificano, nel testo, gli esponenti del partito di Giorgia Meloni. L'interrogazione è stata presentata sia al Senato sia alla Camera. Per Montecitorio, il testo è stato firmato da Sara Kelany (foto), dal capogruppo Galeazzo Bignami, da Giovanni Donzelli, da Francesco Filini e da Augusta Montaruli. Per Palazzo Madama, invece, le firme sono quelle del capogruppo Lucio Malan, di Raffaele Speranzon, di Marco Lisei e di Salvatore Sallemi. È l'intera delegazione che si è recata a Gjadër appena una settimana fa per verificare l'effettivo funzionamento del Centro di permanenza e rimpatrio. "All'epoca in cui si svolgevano tali fatti era previsto l'automatismo del gratuito patrocinio per la presentazione di ricorsi avverso i provvedimenti di espulsione dei cittadini stranieri", si legge sempre nell'interrogazione. I ministri competenti, con ogni probabilità quello della Giustizia Carlo Nordio e quello dell'Interno Matteo Piantedosi, potrebbero scegliere di approfondire. Fdi domanda "se la condotta posta in essere dalla delegazione del Pd...si ponga in violazione della normativa vigente con riferimento alla...legge di ratifica del protocollo" stabilito da Italia e Albania.
Ma oltre alle norme che prevedono di mettere a disposizione dei migranti l'elenco dell'Ordine degli avvocati di Roma, Fdi richiama la possibilità di un "danno erariale".
Del resto, all'epoca in cui si svolgevano i fatti "era previsto l'automatismo del gratuito patrocinio per la presentazione di ricorsi avverso i provvedimenti di espulsione dei cittadini stranieri". Il Pd, a giugno 2025, potrebbe aver arrecato un danno allo Stato.