Alfano tradisce Padova: promette di spostare i profughi, poi ne manda altri

Bitonci: "Se entro il 2 settembre non la chiudono, ci penso io". E la polizia avverte: "Rischi enormi per la sicurezza"

Alfano tradisce Padova: promette di spostare i profughi, poi ne manda altri

Alfano e Padova si erano lasciati così, meno di un mese fa: la tendopoli "ex Prandina", situata nel centro storico della città, dove erano ospitati circa 200 profughi, sarebbe stata smantellata. Parola di prefetto, Patrizia Impresa, che è l'emanazione diretta del potere del ministro dell'Interno sul territorio padovano.

Una promessa da mercante. Infatti la tendopoli è ancora in piedi e i profughi, invece che diminuire, continuano ad arrivare. Ogni giorno il numero degli ospiti continua a crescere, ormai siamo arrivati a 370 immigrati che dormono nelle tende. Tra loro anche una decina di donne, che sono state isolate in una tenda costruita appositamente.

L'accampamento è situato in una caserma sita dentro il cerchio delle mura storiche di Padova. Non appena è stata costruita, sono sorte le proteste dei commercianti della zona e dei cittadini spaventati per l'economia della zona e per la loro sicurezza. A fine luglio ilgiornale.it è andato a visitare la tendopoli che il prefetto ha reso inavvicinabile alle telecamere. Per intervistare i profughi era bastato avvicinarsi loro nel parchetto che occupano quotidianamente, sdraiati tutto il giorno sulle panchine senza aver molto da fare.

Poi si avventurano in corso Milano, piena di negozi. Entrando negli esercizi commerciali. "C'è un via vai incredibile di gente - ci aveva confessato Andrea, un commerciante della zona - che non ha nulla a che fare con le attività e che crea enormi disagi, economici e di vivibilità". "Abbiamo paura - continuava - che nel futuro questa tendopoli da situazione temporanea possa trasformarsi in stabile e far degenerare questo quartiere in una zona degradata: se si radica la presenza di immigrati, sarà impossibile continuare a lavorare qui".

Sull'argomento è intervenuta anche la polizia, che per voce del sindacato Sap ha ricordato che i rischi maggiori sono quelli di una "ghettizzazione con scontri tra africani armati di machete e coltelli", così come successo in altre zone della città quando a governarla era il centrosinistra.

Il prefetto e il sindaco Massimo Bitonci erano arrivati ai ferri corti. Il primo cittadino leghista, infatti, aveva emesso un'ordinanza che vietava il campeggio nelle aree del centro, rendendo di fatto "illegale" la tendopoli voluta dal governo. A quel punto il prefetto Impresa aveva annunciato che entro settembre avrebbe sgomberato il campo, spostandolo in un luogo lontano dalla vita economica del centro.

Ebbene, quell'annuncio sembra essere caduto nel vuoto. Secondo quanto riporta il quotidiano Il Gazzettino, infatti, i numeri della tendopoli continuano a crescere. Al quotidiano il sindaco leghista ha dichiarato: "Il 2 settembre scade il contratto della cooperativa che gestisce la tendopoli se per quella data non sarà smantellata metteremo in atto tutte le azioni legali possibili e ci saranno altre azioni di protesta".

Per far rispettare al prefetto Impresa e ad Alfano le loro promesse.

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