Alfano usa i profughi come un'arma

Il ministro raddoppia gli immigrati nelle Regioni nemiche Lombardia, Veneto e Liguria Follia di un vescovo: vieta la preghiera degli Alpini perché «offende gli stranieri»

Alfano usa i profughi come un'arma

Sono le regioni del Nord a sobbarcarsi il maggior numero degli immigrati che quotidianamente sbarcano sulle coste italiane. Lo rivelano gli ultimi dati di un bollettino che assomiglia sempre più a quelli di guerra: morti, dispersi in mare, fuggiaschi in terra, smistati in giro per il Paese. Una emergenza umanitaria che sta diventando anche politica. Partiti, vescovi, governatori e sindaci: ognuno dice la sua e i toni salgono con ripercussioni anche fuori dal recinto dell'emergenza. C'è per esempio il sospetto - gli ultimi dati lo confermano - che il ministro degli Interni Alfano stia usando le «quote» per punire le Regioni politicamente ostili a lui e al suo governo (Lombardia e Veneto in primis) e agevolare quelle amiche del Sud. Così come è probabile che Matteo Salvini alzi giorno dopo giorno l'asticella della polemica per mantenere il palcoscenico mediatico, incurante dei contraccolpi che parole dure e sferzanti nei confronti dei vescovi e della Chiesa hanno e avranno con gli alleati di Forza Italia. I quali gettano, sia pure senza grande convinzione, acqua sul fuoco. È vero che i cattolici, anche quelli di seconda fede leghista, guardano perplessi alla rissa, ma è anche vero che molti di loro hanno appreso con non meno scetticismo che il vescovo di Vittorio Veneto ha impedito agli alpini di recitare in chiesa la loro secolare preghiera perché «minacciosa e offensiva» nei confronti di stranieri e potenziali «invasori».

Dopo crocefissi, presepi e saggi natalizi nelle scuole, ora siamo alla messa al bando dell'orgoglio e della tradizione degli alpini. Tra un po' verrà abolito il «Credo» perché il versetto «credo nella Chiesa, una, santa, apostolica» potrebbe suonare offensivo verso altre comunità religiose. Poi arriverà la messa al bando dell'inno di Mameli, perché quel: «Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte» lo si può intendere come una minaccia contro chi viola il suolo patrio. E dai libri di storia sarà censurato il mormorio del Piave sul fatto che «non passa lo straniero». Ecco, dico questo per dire che può essere che Salvini esageri, ma sia chiaro che ancora prima esagera Alfano a giocare con le quote di immigrati per interessi personali. Esagera la Boldrini che vuole dare la cittadinanza a tutti, anche andando oltre lo ius soli. Ed esagerano certi vescovi, come quello di Vittorio Veneto, a scambiare la cristiana accoglienza con la scristianizzazione della storia, pure quella degli alpini.

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