La chiamano "droga della risata", ma il nome alleggerisce solo in apparenza un fenomeno che sta entrando con rapidità nel consumo giovanile. Il protossido d'azoto, noto anche come gas esilarante, è da qualche anni al centro di una nuova modalità di sballo che lascia poche tracce visibili ma produce effetti concreti, individuali e collettivi. Nel 2024 ci fu anche una vittima, Pierpaolo Morciano, 26 anni, di Alessano, in provincia di Lecce, che aveva inalato il gas attraverso dei palloncini.
Il protossido d'azoto è una sostanza legale, utilizzata in ambito medico come anestetico, nell'industria alimentare come additivo e in vari settori scientifici. Accanto a questi impieghi, da oltre due secoli è noto anche per i suoi effetti psicoattivi: euforia, stordimento, temporaneo senso di rilassamento. Effetti brevi, che proprio per la loro brevità spingono a un consumo ripetuto soprattutto grazie alla reperibilità e all'economicità delle cartucce monouso da 8 grammi, impiegate per riempire palloncini.
A Limbiate, nell'hinterland milanese, il fenomeno ha assunto dimensioni tali da spingere l'amministrazione comunale a intervenire. Il sindaco ha firmato un'ordinanza che vieta detenzione e utilizzo del gas in tutte le aree pubbliche, in particolare nei giardini e nelle vicinanze delle scuole, dove le bombolette vengono rinvenute con frequenza. È uno dei primi provvedimenti di questo tipo a livello nazionale. A raccontare cosa accade dentro le famiglie al Corriere della Sera è Anna, 50 anni, madre di un ragazzo di vent'anni. "Nel giro di un'estate è cambiato tutto: nervosismo, richieste continue di denaro, uscite improvvise. Poi ho iniziato a trovare le bombolette sotto casa". Nessuna fase di negazione. "Ho capito subito". Il figlio oggi segue un percorso di supporto psicologico. "Non posso dire che il problema sia alle spalle".
La "droga della risata" non ha l'estetica del degrado né il linguaggio delle emergenze classiche.
Proprio per questo passa inosservata più a lungo. Ridefinisce i confini tra lecito e illecito e mette in discussione l'idea che ciò che è legale sia automaticamente innocuo. E intanto riempie i cestini dei parchi di bombolette vuote. E le panchine di silenzi.AnCu