Altre 4 vittime sul lavoro. Draghi convoca i sindacati

Dall'inizio dell'anno una media di 3 incidenti mortali al giorno. Provvedimento in arrivo

Altre 4 vittime sul lavoro. Draghi convoca i sindacati

Non si ferma l'escalation di morti sul lavoro. Ieri altre quattro vittime. «Una strage», attacca il leader Cgil, Maurizio Landini, chiedendo al governo atti concreti. La lista degli incidenti mortali si allunga a ritmi esponenziali: da gennaio a ottobre già superato il numero totale dei morti del 2020 con un media di tre decessi al giorno.

Da Firenze, Treviso, Alessandria e Messina le ultime quattro tragedie. Tiziana Bruschi era una dipendente di una ditta di Scandicci che produce materie plastiche. Lo scorso 2 settembre in un magazzino era stata travolta da un pancale carico di merce, venuto giù da un'altezza di circa tre metri. Per oltre un mese ha lottato in un letto d'ospedale, ma le lesioni subite erano troppo gravi e si è dovuta arrendere. Ora il titolare dell'azienda è indagato per omicidio colposo. «Uno stillicidio non più sopportabile, che ci fa fare un salto indietro di anni», lamenta il presidente della Regione, Eugenio Giani. Altro lutto a Coniolo Monferrato, nell'alessandrino, dove ieri mattina un operaio originario del vercellese ha perso l'equilibrio ed è caduto dall'alto in un'azienda che produce compensati e pannelli di legno mentre puliva una canalina. L'impatto della testa con una struttura di metallo gli è stato fatale. Nonostante l'immediatezza dei soccorsi, ogni tentativo di rianimazione è stato inutile.

A Caerano San Marco, in provincia di Treviso, invece, la terza vittima è un uomo di 45 anni morto a causa di un trauma cranico letale riportato cadendo all'indietro in un cantiere. Ennesima tragedia a Messina. Qui a perdere la vita, schiacciato mentre venivano caricati alcuni jersey di cemento su un autoarticolato, è stato un operaio che lavorava al cantiere autostradale di un viadotto, sulla tangenziale della città.

«Stiamo assistendo ad una strage quotidiana indegna di un paese civile e quello che ci indigna di più è che oggi si muore con le stesse modalità di 50 anni fa, come dimostrano le dinamiche degli incidenti: cadute dall'alto, schiacciamento da materiali, a seguito di folgorazioni, per esalazioni venefiche o per il ribaltamento di trattori. E la causa è sempre legata alla mancata osservanza delle norme sulla prevenzione, per la rimozione di dispositivi di sicurezza o il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale», denuncia il presidente nazionale Anmil, Zoello Forni.

Il governo sta lavorando ad un decreto e oggi il premier Mario Draghi ha convocato a Palazzo Chigi i tre segretari generali di Cgil Cisl e Ui per confrontarsi, tra l'altro, sulle tematiche relative alla sicurezza dei luoghi di lavoro. «Sta per arrivare un provvedimento che dà una prima risposta, frutto anche di una interlocuzione con le organizzazioni sindacali», assicura il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

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