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Altro "avviso a mezzo stampa": stavolta a Cinecittà

L'ad Cacciamani viene a sapere delle indagini (sul tax credit) solo dai giornali

Altro "avviso a mezzo stampa": stavolta a Cinecittà
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Rieccolo, il vecchio vizio dell'avviso di garanzia a mezzo stampa. Stavolta arriva da Repubblica a Manuela Cacciamani, amministratrice delegata di Cinecittà. Il tutto accade all'indomani della visita degli uomini del nucleo di polizia valutaria delle Fiamme Gialle a Cinecittà per l'ennesimo sequestro documentale relativo alla vicenda tax credit. Il bello è che il blitz è relativo a un periodo nel quale Cacciamani non era alla guida della spa controllata dal Mef, e infatti è proprio la manager a spiegarlo in un comunicato dove spiega di aver appreso da Rep che "sarei indagata nell'ambito dell'inchiesta sul tax credit". Cacciamani aggiunge di non aver "ricevuto alcun avviso di garanzia né alcuna comunicazione da parte dell'autorità giudiziaria", e si dice "dispiaciuta" di "apprendere dai giornali dell'esistenza di presunte indagini a mio carico che non mi sono mai state comunicate". Lei stessa racconta poi della visita della Gdf a Cinecittà "per acquisire documentazione relativa al periodo 2022-2023", ossia per "fatti antecedenti alla mia amministrazione".

Infatti non è per quello che sarebbe indagata la manager di Cinecittà, della quale Rep ricorda la vicinanza a Fdi e alle sorelle Meloni, come pure i buoni rapporti con Rutelli. La vicenda riguarderebbe e risalirebbe alle perquisizioni avvenute la scorsa estate nella casa di produzione che Cacciamani aveva fondato, la One More Pictures. Una perquisizione scattata insieme a decine di altre dopo che s'era scoperto che Rexal Ford, alias Francis Kaufmann, il sedicente regista americano accusato di aver ucciso compagna e figlia a Roma, aveva incassato un ricco tax credit, ed era partito il giro di vite sui controlli con relativa inchiesta.

Dunque, l'iscrizione nel registro degli indagati per truffa nell'indagine sul tax credit di Cacciamani non ha niente a che vedere con le fiamme gialle che sequestravano altro materiale proprio a Cinecittà, martedì.

Curioso che in un'indagine che scava sui soldi caduti a pioggia per anni sotto forma di credito d'imposta su film e serie tv vere ma anche fantasma (come il celeberrimo Stelle della Notte di Ford/Kaufmann), la prima persona indagata non appartenga ai "circoletti" dei cinematografari di sinistra, i cui film pure affollavano la scorsa estate gli elenchi che mostravano i ricchi crediti di imposta incassati a fronte di distribuzioni minimali o inesistenti. No, la prima indagata "ufficiale" è una manager, come dice Rep, che ha un "rapporto strettissimo" con Fdi. Avvisata, va da sé, a mezzo stampa.

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