"Draghi non resta fino al 2023. Sì per il Cav al Colle"

Le leader di Fratelli d'Italia vuole accelerare sulle Amministrative: "Subito i nomi per vincere". E non boccia l'idea di Berlusconi al Quirinale: "Non sarei contraria"

Meloni: "Draghi non resta fino al 2023. Federazione? Non è contro di me. Sì al Cav al Colle"

Il centrodestra non può permettersi altri rinvii e perciò occorre accelerare per ultimare la quadra sui candidati sindaci in vista delle prossime elezioni Amministrative che si terranno tra settembre e ottobre. In tal senso Giorgia Meloni è stata chiarissima: mettere da parte gli interessi di partito e concentrarsi sull'obiettivo finale che è quello di vincere in quante più città possibili. Le spine che pungono la coalizione riguardano Roma e Milano, motivo per cui tra pochi giorni i leader del centrodestra si riuniranno. L'intenzione è appunto quella di definire gli ultimi dettagli e presentare chi saranno i primi cittadini su cui puntare per le prossime consultazioni territoriali.

La presidente di Fratelli d'Italia, intervenuta a Non è l'arena su La7, ha invitato gli alleati a non perdere tempo e a cambiare passo sulla questione dei candidati sindaci: "Non mi interessa minimamente mettere la bandierina del partito. So che sono elezioni complesse. Io voglio vincere". Ed è proprio questo l'unico traguardo su cui è focalizzata Giorgia Meloni, che è tornata a promuovere il nome di Enrico Michetti per la Capitale. "Dal punto di vista della gestione dell'amministrazione non ha pari. Io voglio chiudere e fare campagna elettorale", è la sua posizione sul noto avvocato e opinionista radiofonico. La necessità infatti è quella di vincere per archiviare i cinque anni di amministrazione targata Virginia Raggi, considerata dalla leader di FdI "un sindaco che ha devastato questa città e che ora viene derisa sui giornali di tutto il mondo".

"La federazione contro M5S e Pd"

Le Meloni si è poi espressa sul tema della federazione del centrodestra. Forza Italia e Lega stanno continuando a studiare il modo migliore attraverso cui rafforzare e compattare la coalizione di governo. La presidente di Fratelli d'Italia non si è detta affatto infastidita dalla mossa degli alleati. Anzi, ha di fatto promosso la loro iniziativa: "È un'operazione che guardo con assoluto rispetto". A suo giudizio si tratta di un atto "contro la sinistra perché oggi Lega e Forza Italia governano con Pd e M5S che pretendono voti di un pezzo di centrodestra per fare quello che facevano con Conte".

Comunque, come ribadito oggi da Matteo Salvini, l'obiettivo principale resta quello di vincere alle elezioni Politiche del 2023. Ma siamo sicuri che il governo avrà vita per altri due anni? Non va infatti dimenticato che tra le ipotesi sul tavolo vi è quella che vede il premier Mario Draghi al Quirinale a inizio 2022 con relativa caduta del governo ed elezioni anticipate. La Meloni proprio pochi giorni fa ha incontrato il presidente del Consiglio, ma ha chiarito che al centro del dibattito non vi è stata la durata dell'esecutivo: "Non mi ha detto che resterà al governo fino al 2023 e io non gliel'ho chiesto. Spero di no, se dovessimo dirla tutta spero di andare a votare".

"Berlusconi al Quirinale..."

La numero uno di FdI infine è entrata nell'ambito dei rapporti con Silvio Berlusconi: "Ho sempre avuto un rapporto molto schietto e di enorme rispetto reciproco". Ritiene che il leader di Forza Italia sia "una persona straordinaria che non ha invidia". La Meloni infatti non ha escluso la possibilità di votare il Cav come prossimo presidente della Repubblica: "Si figuri se mi metterei contro la candidatura di Berlusconi al Quirinale. Lo voterei assolutamente, non ho problemi su questo. Il punto è capire che cosa vuole Draghi, bisogna partire da lì".