Anna Maria Bernini, da Bob Sinclar fino a Morandi "Ecco la mia regola di ingaggio"

Il capogruppo di Forza Italia al Senato racconta come anche per un politco sia importante oggi comunicare tramite i social: "Una storia vale più di 100 parole"

Anna Maria Bernini, da Bob Sinclar fino a Morandi "Ecco la mia regola di ingaggio"

In stazione sulle note di Bob Sinclar, al supermercato con “Fatti mandare dalla mamma” di Gianni Morandi e poi i pronostici sul vincitore di Sanremo… Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, con storie e post su Instagram stravaganti e insoliti, soprattutto per chi riveste una carica isituzionale, sta rivoluzionando la comunicazione politica. Basta con note e comunicati incomprensibili, solo messaggi diretti e pop. Gli utenti, soprattutto i più giovani, sembrano apprezzare.

Da dove nasce l’idea di comunicare in modo diverso sui social e in particolare su Instagram?

"Nessuna strategia particolare. Instagram è il social ideale per mixare generi e contenuti. Con una foto o una storia si riescono a dire molte più cose che con cento parole. Dietro ogni post c'è un messaggio: la musica, l'immagine che lo accompagnano ne sono parte integrante. Instagram permette di giocare con la fantasia senza perdere di vista i contenuti. Andremo avanti finché avremo stimoli e avremo qualcosa da dire".

Ma un politico può essere anche influencer?

"Magari lo fosse. Gli influencer sono dei professionisti della comunicazione, i miti del 21esimo secolo, le nuove icone. Un influencer sta al mondo dei social come un leader sta alla politica. Peccato che si vedano più influencer in giro che leader in politica. Provocazioni a parte, credo che la politica faccia bene a servirsi dei social senza esserne schiava. Il contatto con le persone va sempre ricercato e privilegiato, perché non c'è automatismo tra followers virtuali ed elettori".

Ci dica la verità, ha guadagnato followers nell’ultimo periodo grazie a questa intensa e ‘rivoluzionaria’ attività sui social?

"Attenzione, perché i social creano dipendenza. Vanno maneggiati con cura, tenendosi il più possibile lontani dai post 'acchiappa-like'. Il rischio è perdere spontaneità e questo le persone lo avvertono. I social non sono un obbligo: meglio non dire nulla che costruire forzatamente qualcosa che non ci appartiene. E' la mia regola di ingaggio, e chi mi segue lo ha capito".

Facciamo un esempio concreto. Come le è venuto in mente di annunciare su Instagram la dichiarazione di voto sulla fiducia al governo Draghi in Senato con un una sua foto in primo piano con uno uovo in mano e un drago alle sue spalle?

"Ha presente il significato delle uova di drago nell'universo del Trono di spade? Sono rarissime e chi ne possiede uno ha un dono inestimabile. Nei giorni della fiducia al governo avevamo bisogno di stemperare le tensioni, l'aspettativa del Paese era altissima. Nello storytelling Draghi era un super eroe, una figura quasi mitologica. L'idea è stata fulminante, complice l'assonanza con il cognome. Abbiamo trovato il nostro dono, sta a noi custodirlo e sostenerlo".

Qualcuno l’ha criticata? Dai commenti sotto la foto, sembra sia piaciuta a tanti. Una neolaureata in design della comunicazione si è anche candidata per entrare nel suo staff…

"Guai se piacessi a tutti, significherebbe non interessare veramente a nessuno. È il gioco delle parti: i social sono una grande rete che pesca di tutto. Basta esserne consapevoli e non farsi condizionare".

Di certo non si può accusarla di parlare in ‘politichese’, cosa che invece accade a molti politici sia di destra che di sinistra… perché secondo lei? Si prendono troppo sul serio?

"I politici devono essere seri, ma non prendersi troppo sul serio. Usare un linguaggio adeguato è una forma di rispetto verso chi ci ascolta. Penso a Calvino e a quello che diceva a proposito dell'antilingua: un linguaggio artificiale e costruito serve solo a non farsi capire e ad accentuare le distanze. Per me la politica, invece, deve favorire l'abbattimento di ogni barriera. Essere chiari è un obbligo, non un'opzione".

In un attimo siamo passati dai post e dalle dirette Facebook di Giuseppe Conte ai silenzi di Draghi…

"C'è del metodo anche nel silenzio, l'importante è capirne le metriche. Ben venga una pausa comunicativa che serva a disintossicarci dalle informazioni cacofoniche del governo precedente, privilegiare i contenuti agli annunci, purché non si passi da un eccesso all'altro. Credo che in un tempo ravvicinato Draghi debba parlare al Paese. La dieta delle parole può essere un ottimo antidoto alla propaganda, ma poi deve arrivare la medicina. Il presidente del Consiglio dovrà, quindi, spiegare cosa sta facendo e indicare la rotta agli italiani".

Ma un presidente del Consiglio può nel 2021 non avere un account su Facebook, su Twitter o su Instagram?

"Mi sarei stupita del contrario, se cioè Draghi si fosse omologato a strumenti di comunicazione che evidentemente non sono nelle sue corde. Esiste comunque l'account ufficiale della Presidenza del Consiglio che si può seguire per avere notizie ufficiali".

Senta, c’è chi non vede una grande discontinuità rispetto al precedente governo. Per esempio, per le nuove misure restrittive si è scelto di adottare un dpcm, un metodo che tutto il centrodestra aveva fortemente criticato in passato…

"Ma non è nel 'Draghi-style' fare tabula rasa. Anche procedere per gradi è indice di serietà e concretezza. La discontinuità ci interessa sul piano vaccinale, sulle misure in sostegno di chi non può lavorare, delle famiglie con i figli in dad. Il governo si è insediato da meno di un mese, le risposte non stanno tardando ad arrivare".

Cosa le piace di più di Mario Draghi?

"È un fuoriclasse. Quando entra in campo nulla è affidato al caso".

Quando vedremo una donna a Palazzo Chigi?

"Non lo so e non me ne preoccupo. Mi interessa solo che il mio Paese sia guidato da una persona capace".

Si è molto discusso nel centrosinistra per la mancanza di ministre. Il centrodestra in questo ha dimostrato di essere più avanti?

"Quando la smetteremo di ridurre tutto a una questione di quote, riusciremo finalmente ad apprezzare e valorizzare il merito delle persone. Non c'entra la destra o la sinistra, è un mutamento culturale che va alimentato con gli esempi, e con orgoglio dico che nel centrodestra ce ne sono molti".

La preoccupano le dimissioni di Zingaretti per la tenuta del nuovo governo?

"Non entro nelle dinamiche interne agli altri partiti, ma che il Pd potesse implodere era nell'aria. Questo è un esecutivo di salvezza nazionale, nato in una situazione emergenziale. Tutti i partiti hanno fatto un passo indietro per farne uno avanti nell'interesse di tutti".

Si parla tanto di scuola e poco di università. Lei ha insegnato a Bologna. Com’è la situazione negli atenei?

"Insegno sempre a Bologna, sono in aspettativa. Fare il docente non è un mestiere, ma una bellissima missione. Agli studenti non si trasmette solo il sapere, si offre una parte di sé e altrettante se ne ricevono in cambio. Le università vuote causa covid sono una stretta al cuore, perché in quelle agorà c'è molto di più di uno scambio di nozioni. E, mi creda, la frustrazione coinvolge tutti. L'importante è che questi sacrifici non vadano sprecati".

I ragazzi, adolescenti ma anche universitari, non sono stati un po’ dimenticati?

"La pandemia non ha fatto sconti a nessuno, ma non è una livella. C'è chi risentirà di più e chi di meno delle privazioni di questo drammatico anno. Però è vero che ai giovani è stato tolto qualcosa di ancora più alienante: la spensieratezza. Hanno dovuto crescere in fretta, scontrarsi con una realtà fatta di divieti e imposizioni. La vita non è un videogame, che puoi mettere in pausa. Da politico avverto tutto il peso della responsabilità di dare risposte chiare ai nostri ragazzi. Dobbiamo essere all'altezza delle loro aspettative, ora e a ogni costo".

In Indonesia hanno vaccinato prima i giovani, perché sono loro a diffondere il virus, e solo dopo vaccineranno gli anziani. Poteva essere una strada da adottare anche in Italia?

"Non c'è una formula magica, ma il mix and match è un buon approccio. Penso a quello che ha fatto Israele: quando un ragazzo accompagna un anziano a vaccinarsi, si somministra la dose a entrambi. Pensiamo a recuperare più dosi possibili e poi facciamo anche in Italia una campagna massiva estesa a tutti, senza distinzioni".

È fiduciosa per i prossimi mesi?

"La fiducia si costruisce, si conquista, è un seme che va innaffiato ogni giorno. Non frapponiamo ostacoli e non avremo limiti".

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