​"Verità sul caso Attanasio": appello degli eurodeputati italiani alla Commissione Ue

Un gruppo di 48 deputati italiani dell'Europarlamento hanno chiesto alla Commissione di attivarsi per fare luce sull'uccisione del diplomatico italiano. Fidanza (FdI): "Appello bipartisan all'Ue affinché si accertino le responsabilità"

​"Verità sul caso Attanasio": appello degli eurodeputati italiani alla Commissione Ue

È arrivata anche nelle sedi europee la questione legata all'omicidio dell'ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci. Nelle scorse ore è stato sottoscritto un appello, da parte di 48 eurodeputati, affinché la Commissione europea si attivi per giungere quanto prima alla verità.

Il prossimo 21 febbraio ci sarà il primo anniversario dell'agguato che nella regione congolese del North Kivu è costato la vita ai due italiani. Le indagini non hanno ancora prodotto elementi concreti. Nei giorni scorsi a Goma, capoluogo del North Kivu, le autorità di polizia locali hanno annunciato l'arresto di sei persone con l'accusa di essere autori dell'omicidio. Ma restano non poche incongruenze tutte da chiarire.

Per questo alcuni eurodeputati italiani hanno portato avanti la questione tra le istituzioni di Bruxelles. I primi firmatari sono gli onorevoli Carlo Fidanza, Fabio Massimo Castaldo, Pierfrancesco Majorino, Nicola Danti, Eleonora Evi, Massimiliano Salini e Silvia Sardone. “Sono molto soddisfatto del grande sostegno che tanti eurodeputati italiani hanno voluto dare all’iniziativa che abbiamo promosso – ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia, Carlo Fidanza Un appello bipartisan alle istituzioni europee per aiutare l’Italia a fare chiarezza sull’uccisione dell’Ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo”.

Non è per la verità la prima volta che la questione relativa all'uccisione del nostro ambasciatore è arrivata tra i corridoi di Bruxelles. Il 10 gennaio scorso il gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia aveva già presentato un'interrogazione all'Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell. Come oggetto una richiesta di pressione al Pam e all'Onu per velocizzare l'accertamento della verità.

Il dito è stato puntato non a caso sulle Nazioni Unite e sull'agenzia per il Programma Alimentare Mondiale in quanto è proprio al loro interno che si celano alcuni misteri poco chiari dell'agguato. In particolare, il perché non è stata garantita un'adeguata scorta al nostro ambasciatore a Kinshasa. È bene ricordare infatti che Luca Attanasio stava viaggiando su un convoglio Pam ed era diretto nella città di Rutshuru.

Un percorso accidentato lungo la N2, la strada che si sviluppa nel parco di Virunga, zona non solo impervia geograficamente ma anche tra le più insicure dell'intera Repubblica Democratica del Congo. Qui infatti operano decine di organizzazioni criminali e di bande ben armate.

Ci auguriamo la massima collaborazione da parte del Pam – ha aggiunto l'eurodeputato Fidanza – anche alla luce del sostegno finanziario che ogni anno l’Ue e numerosi Stati membri, tra i quali ovviamente l’Italia, forniscono all’agenzia”.

Le inchieste al momento sono tre. Una è quella congolese che, per l'appunto, ha portato all'arresto di sei sospettati. L'altra è interna alle Nazioni Unite ma i contenuti non sono mai stati resi noti. Infine, c'è quella condotta a Roma e che ha come indagato Mansour Rwagaza, all'epoca responsabile sicurezza Pam nella zona dell'agguato. Quest'ultimo nei mesi scorsi è stato trasferito in Madagascar. Ascoltato in precedenza dagli inquirenti romani, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Dalla capitale sono partite due moratorie

internazionali verso il governo congolese per consentire ai Carabinieri del Ros di raccogliere indizi sul campo e ascoltare i sei arrestati dalla polizia locale. Al momento però, anche su questo fronte, vige il silenzio.

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