Assembramento da sciopero sui mezzi. Chiudete i sindacati.

Lo sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano, così recita la Costituzione. Ma lo sciopero durante una pandemia andrebbe esercitato anche con un po' di buonsenso.

Assembramento da sciopero sui mezzi. Chiudete i sindacati.

Lo sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano, così recita la Costituzione. Ed è Vangelo. Ma lo sciopero durante una pandemia che per tutti è una guerra che sta continuando a fare morti e feriti andrebbe esercitato anche con un po' di buonsenso. Non è un'eresia. Bastava dare un'occhiata alle immagini che ieri hanno visto gente che andava al lavoro accalcata sui mezzi pubblici per capire al volo che di uno sciopero durante l'emergenza non se ne sentiva davvero il bisogno. Ottimi motivi per proclamare l'agitazione nazionale dei trasporti i maggiori sindacati sicuramente ne avranno avuti. E non è neppure il caso di discuterne perché il punto è un altro. Ieri in molte città italiane e a Milano più che altrove visto che l'alta adesione ha portato al blocco di tutte le linee della metropolitana, è andato in scena esattamente ciò che faticosamente e con enormi sacrifici stiamo cercando di scongiurare: cioè gli assembramenti, i contatti ravvicinati e, in buona sostanza, il diffondersi del contagio. C'è più di mezzo Paese in zona rossa, chiuso per tre quarti con i più fortunati che lavorano da casa e con molti altri che invece il lavoro non ce l'hanno più. Ci sono vie commerciali ridotte a spettrali infilate di serrande abbassate, ristoratori sul lastrico, locali sepolti. Non c'è più neppure la scuola ridotta a un surrogato che obbliga professori e studenti a rincorrersi con una didattica che ormai non è più neppure a distanza ma distantissima e che annulla ogni sforzo di buona volontà. Insomma la situazione non è delle migliori. Come si dice in questi casi se uno non ha voglia di remare almeno di astenga dal remare contro. Lo sciopero non si tocca, va scritto e riscritto tanto per non essere fraintesi. Ma «est modus in rebus» e ieri fermare i mezzi pubblici che già in condizioni normali fanno fatica a garantire distanze e sicurezza è stata una follia. E suona stonata l'esultanza di qualche organizzazione che parla di «adesione altissima con punte di adesione anche al 100%». C'è poco da esultare, sarebbe stato meglio far finta di niente. Oppure fare come ha fatto la Cisl medici di Napoli che ha in ballo un braccio di ferro per evitare la privatizzazione del 118 e sul calcolo di alcune indennità. Il 26 marzo avrebbero dovuto scioperare pure loro ma si sono messi una mano sulla coscienza e hanno deciso di sospenderlo. Così si fa.

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