Assolto il giovane che uccise due manifestanti anti-razzisti

Assolto il giovane che uccise due manifestanti anti-razzisti

Legittima difesa. Con questa motivazione Kyle Rittenhouse, il 18enne che l'anno scorso ha ucciso due manifestanti di Black Lives Matter, è stato dichiarato non colpevole di tutte le accuse nel processo che lo vede imputato a Kenosha, nel Wisconsin. Era accusato dell'omicidio di aJoseph Rosenbaum, 36 anni e Anthony Huber, 26 anni, assassinati il 25 agosto del 2020 a Keinosha, nel Wisconsin, durante il periodo delle proteste di «Black Lives Matter», il movimento anti-razzista a Minneapolis.

Il giovane ha «temuto per la sua vita ed era preoccupato che potessero continuare a sparare contro di lui o usare la sua arma», spiegava già mesi fa il legale affermando che il suo cliente avrebbe quindi esercitato il diritto «riconosciuto da Dio, la Costituzione e la legge alla legittima difesa». Secondo l'avvocato Pierce Brainbridge, al giovane, che in base al profilo ricostruito dai media americani aveva una passione per le armi e la polizia, era stato chiesto dal proprietario di una rivendita di auto, danneggiata durante le prime notti di proteste nella cittadina del Wisconsin, di proteggere il suo negozio, armato con fucile automatico che non poteva avere alla sua età. A questo punto sarebbe stato attaccato, ha sempre sostenuto lui, da un gruppo di dimostranti. «Ha reagito in modo istantaneo e giustificato con la sua arma per proteggersi colpendo chi lo attaccava».

La paura è che l'assoluzione possa risvegliare la rabbia della comunità afroamericana e portare a nuove proteste e disordini negli Usa.

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