Slitta di un mese l'esito delle autopsie su Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia di 50 e 15 anni, decedute a fine dicembre all'ospedale Cardarelli di Campobasso dopo essersi sentite male nella loro casa di Pietracatella nei giorni dell'ultimo Natale, per il cui decesso nei giorni scorsi si è ipotizzato l'utilizzo da parte di una mano misteriosa della ricina, potentissima fitotossina di origine vegetale.
Il medico legale Pia Benedetta De Luca, che ha effettuato l'ispezione legale sui corpi delle due donne, ha chiesto un mese di prorog a causa del fatto che non sono ancora arrivati i risultati delle analisi effettuate da diversi laboratori sui campioni prelevati.
Intanto gli investigatori stanno accelerando con alcune attività e hanno ripreso anche gli interrogatori. In questura a Campobasso la Squadra Mobile ha sentito alcuni amici e conoscenti delle due vittime. Prossimamente inoltre sarà effettuato un nuovo sopralluogo nella casa dove vivevano le due vittime, casa che resta sotto sequestro. Si tratta di attività nuove che avvengono alla luce della svolta nell'inchiesta, arrivata nei giorni scorsi, con l'ipotesi di reato di omicidio premeditato mediante avvelenamento. Da chiarire ancora se sia stata davvero la ricina a uccidere le due donne, chi e come gliel'abbia somministrata, dove se la sia procurata e quale sia il movente.
Ieri la procuratrice di Larino, che indaga sul decesso delle due donne, Elvira Antonelli, in un'intervista a Repubblica non ha confermato che sia stato trovato il potente veleno nel corpo delle vittime. "Dal centri antiveleni di Pavia abbiamo soltanto avuto un'anticipazione sulla non negatività a quella sostanza", ha detto.
Bisogna anche capire se la sostanza è stata trovata nel sangue di Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime, che non ha mai avuto gravi sintomi dopo i pasti consumati nelle ore precedenti il Natale, ma che era stato comunque ricoverato per diversi giorni allo Spallanzani di Roma. Anche in questo caso gli investigatori hanno chiesto nuovi esami e sono in attesa dei risultati.