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Il pusher ucciso a Milano aveva un permesso spagnolo grazie al governo Sánchez

Lo spacciatore poteva restare in Italia per 90 giorni. Madrid apre a 500mila migranti

Il pusher ucciso a Milano aveva un permesso spagnolo grazie al governo Sánchez
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Mentre molti governi irrigidiscono confini e norme, martedì la Spagna, grazie all'esecutivo progressista di Pedro Sanchez, ha approvato una sanatoria con l'obiettivo di regolarizzare la posizione di ben circa 500mila migranti irregolari. L'annuncio è stato dato dalla ministra dell'Inclusione, della Sicurezza sociale e delle Migrazioni e portavoce del governo, Elma Saiz, che ha definito il provvedimento "necessario per dare una risposta a una realtà sociale già presente nelle nostre strade, con un impatto sulla convivenza, sul benessere e sull'economia". La sanatoria riguarda gli stranieri che si trovavano in Spagna prima del 31 dicembre 2025, che possono dimostrare almeno cinque mesi di residenza continuativa nel Paese e che non hanno precedenti penali. Rientrano nella misura anche i richiedenti protezione internazionale che abbiano presentato domanda entro la stessa data.

In Italia Elly Schlein continua a guardare alla Spagna come un esempio. Per la segretaria del Pd, è lì il futuro, è lì il progressismo, è lì la sinistra moderna perché la politica spagnola sì che è inclusiva. E di conseguenza l'ammirazione per le sue sanatorie periodiche (basti pensare che la precedente, seppur ben più modesta, risale solo al maggio dell'anno scorso).

Aveva un permesso di soggiorno spagnolo, quindi Ue, anche Abderrahim Mansouri, conosciuto come Zack, il 28enne di origini marocchine rimasto ucciso lunedì dopo uno scontro con la polizia avvenuto a Rogoredo, alla periferia est di Milano, oltre al passaporto marocchino. Era noto alle forze dell'ordine a causa di alcuni precedenti per spaccio, resistenza a pubblico ufficiale e rapina.

Con un permesso di soggiorno rilasciato in Spagna un immigrato può entrare tranquillamente in Italia per turismo o affari e restarci al massimo per 90 giorni. Per poter invece lavorare e quindi vivere stabilmente nel nostro Paese l'immigrato deve per forza possedere una carta di soggiorno che viene rilasciata da qualunque paese Ue - in questo caso la Spagna - quando lo straniero ci abbia abitato e lavorato per almeno 10 anni: a quel punto può richiedere un permesso di soggiorno italiano.

"Zack" non l'aveva fatto, anche perché in Spagna non aveva mai avuto una carta di soggiorno, appena ottenuto il permesso era arrivato in Italia. Cioè nel Paese che ora paga le spese della politica spagnola, tanto "inclusiva" e pro immigrati. Chissà se Schlein lo sa.

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