Vietato disturbare il manovratore. Ci sono giornalisti sommersi da querele temerarie di magistrati e cronisti "liberi" di sostenere le peggiori balle agitando il diritto di cronaca, alla peggio cospargendosi il capo di cenere. Qualcuno si è arrogato il diritto di invitare la commissione Antimafia a cercare i veri mandanti delle stragi di Capaci e Via d'Amelio non nella pista mafia-appalti ma in quella "nera", già percorsa ma senza esito, che vedrebbe Silvio Berlusconi mandante occulto aiutato dall'estrema destra al soldo dei poteri forti.
Tutto nasce dal più pericoloso depistaggio della storia d'Italia, con l'ex capo della Mobile di Palermo Arnaldo La Barbera che avrebbe costretto Vincenzo Scarantino a confessare un suo ruolo nella strage costata la vita a Paolo Borsellino, l'unico a capire perché 57 giorni prima avevano fatto saltare in aria Giovanni Falcone. Una versione sostenuta in aula da importanti magistrati come Antonino Di Matteo. Tra i firmatari dell'appello alla presidente Chiara Colosimo a lasciar perdere il filone mafia-appalti e il coinvolgimento nell'affossamento di questa indagine di altri magistrati come Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli c'è anche l'ex cronista di mafia Attilio Bolzoni, oggi al Domani. Lo ha fatto notare su Facebook il cronista Guido Ruotolo (fratello di Sandro, eurodeputato Pd), non certo immune a errori simili. Come quando a Servizio pubblico nel 2013 diede credito alle balle del pentito Carmine Schiavone sui rifiuti atomici. È Ruotolo a pubblicare un video di Bolzoni del 2017, quando ammise di aver capito sin da subito che Scarantino era un mentitore ma di non averlo scritto per non mettere Repubblica contro quei magistrati finiti oggi sulla graticola.
Che a ricordare questa sudditanza sia uno degli epigoni dell'antimafia parolaia e antiberlusconiana dimostra che
stavolta si è passato il segno. Perché sul sangue di Falcone e Borsellino si è consumata una battaglia politica servita più alla sinistra, ai giornalisti e ai magistrati che alla verità. Sbagliare è umano, perseverare è mafioso.