Elly Schlein come un mix tra Alvaro Vitali e Pippo Franco, bisognosa di ritocchi a orecchie e denti. Battute di Andrea Pucci, sicuramente rivedibili. Ma la satira non ci è mai andata leggera nemmeno su Giorgia Meloni. Ed è la stessa premier a farlo notare, in un colloquio con Il Corriere della Sera. "Se attaccano me è satira, ma su di loro è sessismo", riflette Meloni. L'accusa è di doppiopesismo e gli esempi sono molti. Tre li ha elencati proprio la presidente del Consiglio. Un trio di disegni pubblicati dal Fatto Quotidiano in cui è stata ritratta, di volta in volta, intenta a leccare il posteriore di Donald Trump, piegata in avanti in posizione equivoca, con gli slip in vista. Non sono mancati insulti alla sorella Arianna, capo della segreteria politica di Fratelli d'Italia. Ma c'è stato pure un comico che ha augurato un ictus a Matteo Salvini. Il tutto senza le levate di scudi che hanno costretto Pucci all'autocensura.
18 aprile 2025: dopo un incontro ufficiale a due tra la premier e il presidente degli Stati Uniti, c'è l'ironia sul "bilaterale". "Smack, ecco fatto!", si legge nella nuvoletta accanto alla caricatura della Meloni, intenta a baciare il deretano del tycoon. E lui risponde, indicando l'altra natica: "Ehhno! Anche di qua, sennò che bilaterale è". E l'altra, del 14 maggio 2023, in cui si vede la premier piegata su se stessa. Quindi la scritta: "Per l'Ucraina il nostro impegno sarà a 360 gradi". E, sotto, il fumetto, con la frase messa in bocca alla presidente del Consiglio: "Tanto pe a vittoria abbastano 90 gradi". Quindi la terza. C'è Meloni, ancora una volta piegata, con la gonna mossa dal vento e le mutande in vista e la scritta: "FdI -1,3%". Sempre sul Fatto, ha fatto discutere - ma quasi solo nel centrodestra - una vignetta di Vauro (foto in basso a sinistra) del 18 aprile del 2025. Il repertorio è, tristemente, ancora lo stesso. Si vede Meloni, al termine di un faccia a faccia con Trump, rispondere ai microfoni dei giornalisti che gli chiedono l'esito dell'incontro. Solo che la presidente del Consiglio non riesce a parlare correttamente. Il motivo? Lo spiega la nuvoletta sottostante: "Mi è rimasto un pelo sotto la lingua".
Il sessismo della peggiore specie, ai danni di Meloni, è una costante. Difficile definire altrimenti le frasi pronunciate, al concerto del Primo Maggio di Foggia del 2024, dal rapper Gennarone. Qui si è oltrepassato ogni limite con l'insulto "bocchra". Prima dell'arrivo a Palazzo Chigi dell'attuale premier, nel 2021, il comico Daniele Fabbri la definì "puzzona", "peracottara", "caccolosa". Un campionario vasto, che non ha risparmiato neppure Arianna Meloni. Presa di mira in un'altra vignetta del Fatto. Sotto l'occhiello "obiettivo incentivare la natalità", c'è la camera da letto di "casa Lollobrigida", con un uomo nero e una donna bianca, presumibilmente il capo della segreteria politica di FdI, corredata da una frase in cui si dice che c'è da star tranquilli poiché il marito è "tutto il giorno fuori a combattere la sostituzione etnica". Nella categoria bodyshaming di donne ai danni di donne rientra la foto, scattata da Asia Argento (foto) e pubblicata sui social nel 2017 dalla stessa attrice, in cui appare Meloni di spalle mentre mangia al ristorante.
Quindi, il commento: "La schiena lardosa della ricca e svergognata fascista ritratta al pascolo". Tornando ai comici, come dimenticare Xhuliano Dule che, a febbraio dell'anno scorso, a Propaganda Live su La7, augurò "un ictus" a Salvini. Altro che Pucci.