"Berlusconi favorito. Possono farcela anche Gentiloni e Casini"

Il toto Colle del sindaco, ex dc di lungo corso: "Occhio al gruppo Misto, il più folto della storia"

"Berlusconi favorito. Possono farcela anche Gentiloni e Casini"

Un teatro pieno come non si vedeva dai tempi pre-Covid. E sul palco Clemente Mastella. Con l'entusiasmo di un ragazzo, il sindaco di Benevento vara un nuovo soggetto politico. Ed è così che al Brancaccio va in scena l'assemblea costituente di Noi di centro. Un modo per garantire che la partita per il Quirinale, per quanto con un ruolo «inedito», Mastella, democristiano di lungo corso, non la godrà dalle tribune.

Sarà un grande spettacolo?

«Sicuramente sarà qualcosa che non abbiamo mai visto».

Ha lo stupore e l'entusiasmo di un neofita. Eppure ne ha viste di cose.

«Questo è il Parlamento più imprevedibile di sempre».

Perché?

«I motivi sono tanti. E alcuni stanno anche nella ricerca del Censis di cui tutti parlano in questi giorni e che certifica una montante irrazionalità».

Addirittura.

«Rimaniamo stupiti nel constatare che in tanti non credano all'allunaggio o che siano convinti che la terra sia piatta. Come il Palazzo ignora il Paese reale, così questo ignora cosa sia oggi il Parlamento».

Quello che è sempre stato: l'assemblea legislativa dei nostri rappresentanti.

«Molto più di così. Quelli che oggi siedono in Parlamento hanno la certezza che non verranno riconfermati, visto anche il taglio dei parlamentari per la prossima legislatura. Inoltre il gruppo Misto è il più affollato di sempre nella storia repubblicana. E questo vuol dire sicuramente qualcosa».

Che saranno determinanti per l'elezione del successore di Mattarella?

«Sicuramente. E non solo. Sarà difficile guidarli e prevedere le loro mosse».

A proposito di Quirinale. Alla platea del Brancaccio ha detto che Berlusconi si deve guardare dagli alleati.

«Questo dialogo serrato tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta non può portare niente di buono per il Cavaliere».

Non crede quindi che il centrodestra possa esprimere una candidatura unitaria?

«Non sono sicuro che nel centrodestra tutti abbiano la stessa voglia di far proseguire la legislatura fino alla sua scadenza naturale. E la Meloni ha da sempre considerato Draghi un ottimo candidato al Quirinale proprio in funzione di poter tornare presto al voto».

Chi ha il pallino in mano in questa elezione del presidente della Repubblica?

«Di sicuro non il centrosinistra. Letta e il suo Pd hanno fatto uno sbaglio mortale ad allearsi con i Cinquestelle. Bisogna che i partiti restino separati quando l'alleanza rischia di dimezzare invece che raddoppiare le forze. Ci vorrebbe una nuova Margherita come ho detto. Un soggetto capace di federare le forze di centro ed essere quindi un valido interlocutore sia per la sinistra che per la destra moderata».

Quindi se il centrodestra arrivasse compatto a indicare il candidato questi avrebbe chances?

«Solo se è un candidato con la capacità di garantire ai peones di tutti i partiti, a iniziare da quelli del Misto, che non farà sciogliere le Camere».

Lei ha detto che è dai tempi di Leone che la parte più conservatrice del Parlamento non dà le carte per la scelta del presidente. Quello scenario può ripetersi?

«A dare le carte saranno i franchi tiratori. Anzi no. I tiratori franchi. Perché tutti sanno chi sono e cosa vogliono».

Proseguire la loro ultima legislatura, immagino.

«Esatto. E se vuole le do anche la mia personale previsione sui candidati che possono farcela. Direi Berlusconi, Gentiloni e Casini. Del primo abbiamo già detto. Gentiloni è il candidato di Renzi, e quest'ultimo ha già dimostrato ampiamente di saper ottenere in parlamento quello che vuole».

E Casini?

«Eletto nel centrosinistra pur essendo convintamente dc e con ottimi agganci nel centrodestra. Identikit perfetto».

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