Bertinotti: "La sinistra è morta. Le feste mi hanno rovinato"

L'ex leader di Rifondazione Comunista fa mea culpa su certi atteggiamenti, parlando "da vinto" del suo passato politico

Bertinotti: "La sinistra è morta. Le feste mi hanno rovinato"

"Per tutta la vita abbiamo pensato che il nostro obiettivo fosse fare la rivoluzione. E s'è visto dove siamo giunti". È un Fausto Bertinotti ormai rassegnato quello che si fa intervistare dal Fatto Quotidiano, per ricordare un passato politico che ha fatto il suo corso, "un mondo concluso".

"Parlo da vinto, da commentatore", dice l'ex leader di Rifondazione Comunista, che guardando al passato fa anche autocritica. "Pensavo che la mia vita, la mia giovinezza, la mia storia familiare, le feste a cui ho partecipato potessero immunizzarmi".

Non sono bastate invece a salvarlo dalle critiche per il suo presenzialismo alle feste dei salotti romani. Ora lo ammette: potevano "essere scambiati per commistione con un ceto simigliante alla casta".

Delle idee di una vita, accusa Bertinotti, è rimasto poco. "È morta la sinistra. Non dico il comunismo", ma "il socialismo sembra scomparso, in un panorama politico che definisce "della post democrazia", in un Paese guidato da "un Pd e un leader con tentazioni autoritarie e una luccicante venatura neo-bonapartista".

C'è anche chi resta fuori, i "barbari". Bertinotti è sollevato che in Italia sostengano il Movimento 5 Stelle: "In Francia votano Le Pen".

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