Il Bianco e il Nero, Giovanardi: "Scanzi furbetto". ​Buttiglione: "Si punti all'efficienza"

Per la rubrica Il bianco e il nero abbiamo intervistato gli ex parlamentari Rocco Buttiglione e Carlo Giovanardi sul caso che ha coinvolto il giornalista Andrea Scanzi

Il Bianco e il Nero, Giovanardi: "Scanzi furbetto". ​Buttiglione: "Si punti all'efficienza"

Per la rubrica Il bianco e il nero abbiamo intervistato gli ex parlamentari Rocco Buttiglione e Carlo Giovanardi sul caso che ha coinvolto il giornalista Andrea Scanzi.

Cosa pensa della vicenda Scanzi?

Buttiglione: “Penso che ognuno dovrebbe aspettare il proprio turno disciplinatamente e dare fiducia alle autorità preposte. La gente tende a non avere fiducia e sbaglia perché non esistono vie isolate per uscire dalla pandemia. È il momento che la nazione deve rispondere insieme, sperando che chi ci guida ci indichi il giusto percorso. Ma, o ha successo il percorso che ci viene indicato oppure non ci sono altre soluzioni”.

Giovanardi: “La penso come un 71enne che è in attesa che arrivi il suo turno per vaccinarsi e vede qualcun altro che salta la fila. Credo di avere la stessa reazione di quelli che, in fila per una cosa importante, si vedono passare davanti uno che, sulla base del buonsenso, non avrebbe dovuto vaccinarsi prima delle persone più anziane. Guardi, ho appena fatto un'agenzia sulle centinaia di persone che ieri pomeriggio sono state vaccinate a Modena e sono tutti insegnanti e medici giovani di 20 anni. Sono rimasto allibito perché è da mesi che ci spiegano che gli anziani sono quelli che rischiano di morire, mentre i ventenni, anche se si dovessero infettarsi, non avrebbero alcune conseguenze. Sono arrabbiato per questa gara di furbetti come Scanzi o come i magistrati che in Toscana sono andati avanti rispetto a chi rischia la morte”.

Cosa pensa del piano vaccinale del governo Draghi?

Buttiglione: “Non ho dati sufficienti per poter giudicare. Sono questioni estremamente complesse e abbiamo un numero eccessivo di soggetti che si auto-nominano esperti in campi che conoscono poco e, anche se ne conoscono molto, non hanno i dati necessari per decidere. Vede, il sistema italiano è basato sul controllo di legalità per cui ogni atto deve avvenire conformemente al precetto legislativo. Questo non è il modo migliore per ottenere i risultati in condizioni di emergenza. Boris Jhonson, di cui non sono un ammiratore, stavolta ottiene risultati migliori perché si basa sul principio di efficienza: “Voglio che entro questa data siano state vaccinate tot milioni di persone e non mi interessa come ti procuri il vaccino, come lo somministri o quale ordine segui”. Questo implica la capacità di dare fiducia, di dare potere discrezionale all'autorità che deve somministrare il vaccino, mentre il nostro sistema è tutto centrato sul concetto di legalità e questo dà un potere enorme alla magistratura. In momenti come questo, invece, dovrebbe prevalere il controllo dell'efficienza. Capisco che non è semplice cambiare le strutture legislative del sistema italiano, ma credo che questa sia la causa dei danni che stiamo soffrendo e il motivo della brutta figura che facciamo rispetto a un Paese che si basa sul common law”.

Giovanardi: “Penso tutto il male possibile del piano del governo precedente perché il fallimento di Arcuri è sotto gli occhi di tutti. Su quello del governo Draghi non posso ancora esprimermi perché, quando uno prende la guida di una nave che sta andando contro gli scogli, bisogna dargli tempo. Il fatto stesso che abbia cambiato il commissario e abbia messo uno esperto di logistica mi sembra positivo”.

Secondo lei è giusto che vi siano delle liste di rivervisti?

Buttiglione: “Ribadisco: se ci basiamo su un principio di efficienza dobbiamo vaccinare chiunque e dovunque. Certo, è preferibile osservare delle precedenze, ma non dovremmo sofisticare troppo su questo. È chiaro che ci sono patologie o chi è molto anziano deve avere la precedenza”.

Giovanardi: “A Modena un mese fa erano rimaste 5 dosi e, invece, di buttarle hanno chiamato i parenti di quelli che dovevano essere vaccinati. Che ci siano dei riservisti, come ha detto Figliuolo, è giusto. Se, invece, la cosa viene fatta maliziosamente è un altro discorso”.

Dopo il caso Astrazeneca, lei si fida ancora dei vaccini?

Buttiglione: “Ma certo. Qualunque medicina ha le sue controindicazioni, anche l'aspirina. Basta leggere il bugiardino per sapere che in certe circostanze anche l'aspirina può far male. La scienza medica non garantisce dei risultati assoluti però le probabilità di avere il covid da vaccinati sono una piccola frazione delle probabilità di morire da non vaccinati”.

Giovanardi: “Assolutamente sì, anzi sono molto arrabbiato per la sospensione perché quei giorni di stop hanno significato migliaia di persone che, non essendosi vaccinate, possono avere contratto il virus ed essere morte. Mettere in discussione la vaccinazione è più pericoloso del rischio teorico. Anche chi beve un bicchier d'acqua d'estate, può avere una congestione".

Ha paura delle varianti e di non riuscire a vaccinarsi per tempo?

Buttiglione: “Questo non è il momento che salti fuori la paura. Bisogna avere coraggio e procedere secondo un piano nazionale”.

Giovanardi: “Se le persone si autoregolassero e fossero prudenti, fermeremmo l'epidemia. Purtroppo, al di là delle disposizioni contraddittorie che vengono date, è mancato in alcune fasce della popolazione quel minimo di rispetto di se stessi e degli altri che avrebbe impedito la diffusione del contagio. Io non ho paura perché so di essere prudente”.

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