Biden manda un avviso a Putin. "Se attacca un Paese della Nato reagiremo come l'11 settembre"

Joe Biden firma il maxi pacchetto di aiuti per Ucraina, Israele e Taiwan, e celebra "un grande giorno per il Paese, l'Europa e la pace nel mondo"

Biden manda un avviso a Putin. "Se attacca un Paese della Nato reagiremo come l'11 settembre"
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Joe Biden firma il maxi pacchetto di aiuti per Ucraina, Israele e Taiwan, e celebra «un grande giorno per il Paese, l'Europa e la pace nel mondo». Dopo mesi di duri negoziati in Congresso, martedì sera il Senato Usa ha dato il via libera con una schiacciante maggioranza bipartisan al piano da 95 miliardi di dollari già approvato sabato dalla Camera, che prevede anche il bando di TikTok se non viene ceduta entro nove mesi.

«Questa legge renderà gli Stati Uniti e il mondo più sicuri», ha esultato il presidente parlando dalla Casa Bianca, sottolineando che la misura «fornisce un sostegno vitale ai partner americani. Se i nostri alleati sono più forti, anche noi lo siamo». «Gli Usa non si piegano a nessuno - ha proseguito - men che meno a Putin. Se attacca un alleato Nato come sta attaccando l'Ucraina, non avremmo altra scelta che andare in loro aiuto, come hanno fatto con noi l'11 settembre». Biden ha assicurato che i primi equipaggiamenti militari partiranno «nelle prossime ore» per Kiev e in realtà, secondo Politico, il mese scorso la sua amministrazione ha già spedito segretamente missili a lungo raggio Atacms in Ucraina per la prima volta in due anni di guerra (che Kiev avrebbe poi utilizzato due volte). Il presidente Volodymyr Zelensky ha ringraziato il comandante in capo e il Congresso per aver approvato 61 miliardi di dollari in aiuti militari ed economici «vitali» al suo Paese. «La chiave ora è la velocità di attuazione degli accordi con i partner sulla fornitura di armi, e la velocità con cui si eliminano tutti i piani russi per eludere le sanzioni», ha aggiunto, precisando che «ogni leader che non perde tempo è un salvavita».

Anche da Israele il ministro degli Esteri Israel Katz ha ringraziato per il via libera a 13 miliardi di dollari di aiuti, che secondo lui invia un «messaggio forte ai nemici» dello stato ebraico. L'assistenza militare servirà in particolare a rafforzare l'Iron Dome, lo scudo antimissile israeliano, e Biden ha spiegato pure che il pacchetto «aumenta significativamente l'assistenza umanitaria a Gaza, ma Israele deve garantire che gli aiuti arrivino ai palestinesi senza ritardi».

Come aveva chiesto il presidente, il testo stanzia poi oltre 8 miliardi di dollari per contrastare la Cina sul piano militare ed economico. Diversi miliardi sono per Taiwan, e tra le misure è incluso anche un ultimatum a TikTok che concede alla cinese ByteDance 270 giorni (9 mesi) per cedere le attività statunitensi del social. «State tranquilli, non andremo da nessuna parte. I fatti e la Costituzione sono dalla nostra parte», ha commentato il ceo di TikTok Shou Zi Chew preannunciando un ricorso legale. Intanto il segretario di Stato americano Antony Blinken è tornato in Cina per la seconda visita in un anno, mentre Washington da un lato aumenta la pressione su Pechino per il suo sostegno alla Russia, ma dall'altro cerca di gestire le tensioni con la potenza asiatica.

Il titolare di Foggy Bottom ieri è atterrato a Shanghai, prima tappa della sua missione di tre giorni, mentre domani incontrerà i massimi vertici cinesi nella capitale. Un alto funzionario statunitense, in occasione del viaggio di Blinken, ha spiegato che le relazioni tra i due paesi sono «diverse» rispetto a un anno fa, quando erano al «minimo storico», ma «gestire responsabilmente la concorrenza non significa che ci ritireremo dalle misure volte a proteggere gli interessi nazionali degli Stati Uniti». E infatti, secondo fonti del Wall Street Journal, gli Usa stanno valutando sanzioni sulle banche cinesi per far leva sul Dragone affinché smetta di sostenere la produzione militare della Russia. Washington starebbe pensando di tagliare fuori dal sistema finanziario globale alcune banche cinesi, ricorrendo a un potente strumento di coercizione.

Tra i dossier al centro dei colloqui di Blinken c'è ovviamente Taiwan, e la Cina ha già affermato che il sostegno militare americano all'isola non fa altro che aumentare il «rischio di conflitto», avvertendo che adotterà «misure risolute ed efficaci per salvaguardare la sua sovranità, sicurezza e integrità territoriale».

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