Bimbo ferito, sindaca indagata. L'ira dei primi cittadini: basta

Crema, un incidente a scuola e scatta l'avviso di garanzia. Rivolta contro le norme troppo rigide

Bimbo ferito, sindaca indagata. L'ira dei primi cittadini: basta

Un bambino si schiaccia le dita in una porta dell'asilo? Indagato il sindaco. Succede a Crema ma poteva succedere ovunque. I sindaci, in qualità di ultimi responsabili dell'amministrazione, possono finire nei guai per i più svariati accadimenti che si verifichino sul territorio comunale, dalle cadute per le buche stradali alle alluvioni. Oppure come quello che è capitato appunto a Crema, nel 2020, quando un bimbo si è chiuso due dita in una porta tagliafuoco dell'asilo nido comunale. La sindaca Stefania Bonaldi è finita indagata per lesioni colpose, perché una delibera regionale prevede che negli asili nido gli elementi costruttivi, gli arredi e le attrezzature debbano avere caratteristiche antinfortunistiche.

Da questo la Procura ne deduce che la sindaca ha «omesso, in concorso con altri, di dotare la porta tagliafuoco di qualsivoglia dispositivo idoneo ad evitare la chiusura automatica». Insomma se la porta ha schiacciato le dita del piccolo (che non ha riportato lesioni gravi ed è ritornato in classe dopo tre mesi), è colpa del sindaco. Un fatto inaccettabile per molti primi cittadini e per l'Anci che si sono rivoltati in massa. A partire dalla diretta interessata, «avvilita» per l'episodio, la Bonaldi chiede «che aumentino le tutele giuridiche» per i sindaci. «Non mi aspettavo di essere indagata. Fare il sindaco è bellissimo, ma di questo passo si rischia di fare terra bruciata e di non trovare più nessuno disposto a candidarsi per diventare sindaco se è rischioso servire la comunità. Occorre trovare soluzioni normative». In effetti non c'è la fila per candidarsi a sindaci, l'impegno è molto, i rischi alti, lo stipendio medio-basso, tutto il contrario della carriera da parlamentare che invece è ambita.

La vicenda di Crema solleva la protesta di molti sindaci pronti a scendere in piazza e il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, annuncia che «saremo al fianco della sindaca quando sarà in tribunale, ci costituiremo parte civile». «Ma si può andare avanti così?» si chiede Giorgio Gori, sindaco di Bergamo. «È assurdo, basta con queste pazzie. Come si può indagare un sindaco per una cosa del genere? Siamo al ridicolo» dice Matteo Ricci, sindaco di Pesaro. «È quanto mai urgente che il legislatore intervenga sulle eccessive responsabilità oggettive che hanno i sindaci, perché non possono ridursi a capro espiatorio di tutti i mali del Paese». «Non chiediamo l'immunità o l'impunità, chiediamo di liberare i sindaci da responsabilità non proprie. Così non è più possibile andare avanti».

Si aggiunge Giuseppe Sala, sindaco di Milano. «Noi abbiamo varie chat tra sindaci e gli animi erano molto caldi, il livello di esasperazione a questo punto è altissimo. C'è una porta che doveva essere controllata nella chiusura automatica e c'è una legge che dice che nelle scuole devono essere evitate situazioni del genere, spigoli, ecc. È giusto? Sì, ma allora cosa facciamo chiudiamo le scuole per tre o quattro anni per rifare tutto e poi quando sono veramente in sicurezza le riapriamo? Io sono tra i sindaci che dico che così non si può andare avanti». «Difficile amministrare in queste condizioni», anche per il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, mentre Clemente Mastella, da Benevento, l'avviso di garanzia a Badoli «lascia perplessi». Per Dario Nardella, sindaco di Firenze, la vicenda di Crema, spiega il perché «nessuno voglia fare il sindaco».

Ma la sollevazione, trasversale, non riguarda solo i sindaci. Il ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelimini ha telefonato alla Bonaldi e condiviso «l'insostenibile mole di responsabilità che gravano sui sindaci dei piccoli come dei grandi Comuni». Per questo la ministra chiede che il governo ascolti l'appello dell'Anci e riveda il Testo unico degli enti locali. Per il leader della Lega, Matteo Salvini, è «inaccettabile indagare e perseguitare i sindaci». Anche il segretario Pd Enrico Letta solidarizza con la prima cittadina di Crema: «I sindaci spesso lavorano a mani nude facendo come una sorta di servizio civile per le proprie comunità. Per questo vanno tutelati e a loro va il massimo sostegno del Pd».