A Bitti si contano i danni dell'alluvione. Recuperato il corpo della terza vittima

Il governatore: "Troppa burocrazia frena la messa in sicurezza"

L'avevano vista sparire, trascinata da un'onda di cinque metri di acqua e di fango, e per questo era stata già conteggiata tra le vittime dell'alluvione che ha devastato Bitti, nel nuorese. Sei ore di piogge fortissime hanno trasformato la cittadina sarda in una distesa di detriti, che l'Esercito sta ancora cercando di rimuovere. Solo ieri in poche ore dall'inizio delle operazioni ne sono stati recuperati oltre 400 metri cubi. Una tragedia che è costata la vita a tre persone e ha messo in ginocchio la popolazione e le attività produttive.

Il corpo di Lia Orunesu è stato recuperato a valle, a molte centinaia di metri dalla sua abitazione, in un campetto di pallacanestro. Ieri mattina il presidente della Regione, Christian Solinas è andato sul posto con il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, per fare il punto della situazione. Il governatore ha puntato il dito contro l'eccesso di burocrazia che «ha impedito di mettere in sicurezza i territori nonostante lo stanziamento di risorse nel 2013, dopo il ciclone Cleopatra» e ha annunciato che chiederà «una corsia preferenziale per queste opere». «Altrimenti pagheremo sempre tributi pesanti durante questi eventi», ha detto Solinas. Già questa mattina in Consiglio regionale verrà presentato un emendamento della Giunta all'assestamento di Bilancio che consentirà di erogare immediatamente i primi aiuti economici a famiglie e aziende delle aree colpite.ù

«Abbiamo trovato un situazione difficile - ha spiegato il capo della Protezione civile - qui sono caduti oltre 600 millimetri di pioggia in sei ore. Purtroppo ci sono tre vittime ed è la cosa che ci dispiace di più. Lavoriamo per tornare presto alla normalità. Ma bisogna intervenire subito per gli interventi infrastrutturali e mettere in sicurezza il territorio». Il maltempo ha flagellato tutta l'isola. In 36 ore i vigili del fuoco hanno eseguito più di 300 interventi. Nei comuni di Torpè e Posada sono state evacuate le case più a rischio per la piena della diga «Maccheronis», che sovrasta la piana e i due comuni dell'alta Baronia.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso la sua vicinanza al popolo sardo, in particolare alle comunità colpite dall'alluvione, e il suo cordoglio per le vittime.

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