Elezioni politiche 2022

L'Italia scuote l'Europa. "Vigileremo sui diritti". Il benvenuto di Mosca "alle forze costruttive". E c'è l'assist degli Usa

Blinken: "Partner forte, lavoreremo insieme". Esultano Polonia e Ungheria. Orbán: "Cambiano i governi favorevoli alle sanzioni alla Russia". La premier francese Borne: "Staremo attenti, pure sull'aborto". Le congratulazioni della Truss

L'Italia scuote l'Europa. "Vigileremo sui diritti". Il benvenuto di Mosca "alle forze costruttive". E c'è l'assist degli Usa

C'è chi esulta: i premier di Polonia e Ungheria, passando per l'estrema destra europea, da Marine Le Pen ai Democratici svedesi. E c'è chi trema, soprattutto l'Unione europea. C'è chi lancia segnali di avvertimento: la premier francese Borne e la Cina su Taiwan. E c'è chi si dispera: sinistra e verdi europei. Le cancellerie parlano di collaborazione ma qualche governo teme la frattura in Europa. Il terremoto politico in Italia - che per il New York Times «ha voltato la pagina della storia europea» - ha già scatenato le reazioni delle principali cancellerie e non solo. A precipitarsi con le congratulazioni a Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi sono stati il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, alleato di Fdi all'Europarlamento nel gruppo Ecr, insieme ai Democratici svedesi, e che ha parlato di «grande vittoria», e poi il premier d'Ungheria Viktor Orbán, sui social network - «Bravo, Giorgia» - e con una lettera ai tre leader del centrodestra: «Non vedo l'ora della nostra futura cooperazione».

Non è un giorno qualsiasi per il governo di Budapest, il più filo-russo d'Europa, che ieri ha annunciato di voler indire «un referendum sulle sanzioni europee contro la Russia». «Non c'è da stupirsi che in alcuni Stati membri il popolo arrabbiato stia cambiando i governi che sostenevano le sanzioni», ha spiegato Orbán. L'ottimismo riguarda le due questioni scottanti: le relazioni con la Russia e il futuro dell'Unione europea, in rotta con Budapest e Varsavia su stato di diritto e libertà civili.

Sulle relazioni con Mosca, gli Stati Uniti non si scompongono, forti delle rassicurazioni atlantiste di Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, mentre la Russia spera di aprire uno spiraglio. Per la portavoce della Casa Bianca e il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, gli Stati Uniti «sono ansiosi di lavorare con il governo italiano» per «un'Ucraina libera e indipendente, il rispetto dei diritti umani e un futuro economico sostenibile». «L'Italia è un alleato vitale, una forte democrazia e un apprezzato partner», aggiunge Blinken. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov si augura invece che l'aria cambi: Mosca è pronta a «dare il benvenuto a tutte le forze politiche» che mostrino «un atteggiamento costruttivo» con la Russia.

Chi tradisce nervosismo è la premier francese Elisabeth Borne: «Naturalmente saremo attenti, con la presidente della Commissione europea, che i valori sui diritti umani e sul diritto all'aborto siano rispettati da tutti». Parole meno caute di Emmanuel Macron, che rispetta la «scelta democratica» e si augura di «continuare a lavorare insieme». Ma in Francia il clima si surriscalda. Esulta Marine Le Pen, alleata di Salvini in Europa: «Salvini e Meloni resistono a una Ue antidemocratica». Gioisce Eric Zemmour, per il «popolo italiano fiero e libero», che «si rifiuta di morire». E in Spagna Vox, altro partito che in Europa va a braccetto con Fdi: «Milioni di europei ripongono le loro speranze sull'Italia, che segna la strada di una nuova Europa di nazioni libere e sovrane», spiega il leader Santiago Abascal. In serata si accoda anche la premier britannica Liz Truss: «Dal sostegno all'Ucraina alle sfide economiche globali, il Regno Unito e l'Italia sono stretti alleati».

Chi rabbrividisce è il ministro degli Esteri di Madrid, José Manuel Albares: «I populismi finiscono sempre in disastro». E la leader della Sinistra al Parlamento Ue, la francese Manon Aubry, che parla di esito «terribile»: «Il neofascismo sta arrivando alle nostre porte».

Abbottonata l'Unione europea, dopo che Ursula von der Leyen si era sbilanciata alla vigilia del voto, avvertendo: «Se le cose andranno in una direzione difficile - ho già parlato di Ungheria e Polonia - abbiamo gli strumenti». Ieri il portavoce Erica Mamer si augurava «una cooperazione costruttiva» spiegando che «non c'è alcuna connessione tra la questione dello stato di diritto e le elezioni in Italia». La presidente della Bce Christine Lagarde ha schivato le domande con un furbo «J'aime les italiens», amo gli italiani.

Avvertimento chiaro dalla Cina, che non ha gradito le affermazioni filo-Taiwan della Meloni e si augura che il governo continui ad aderire a «una politica positiva e pragmatica» con Pechino ma esorta «le persone rilevanti in Italia» a riconoscere «l'elevata sensibilità della questione di Taiwan», evitando di inviare «segnali sbagliati».

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