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Blitz di Forza Nuova negli studi di La7. Interviene anche Floris

Una trentina di attivisti hanno fatto irruzione durante la registrazione: "Antifascisti legittimati a fare violenze". Ma Floris li ferma: "Non pote stare qui". Poi l'intervento della polizia

Blitz di Forza Nuova negli studi di La7. Interviene anche Floris

"L'informazione adesso vi dice che la colpa degli scontri sta nell'aver concesso la piazza a Forza Nuova". Mentre da Palermo arrivava la notizia del brutale pestaggio a Massimiliano Ursino da parte degli antagonisti (guarda il video), alcuni attivisti del partito di estrema destra sono entrati negli studi televisivi di via Tiburtina dove si registra la trasmissione Dimartedì. "In questo modo - tuonano i militanti - l'antifascismo viene legittimato a fare scontri, a fare violenza e a fare tutto quello che vuole. Questo è l'antifascismo dell'informazione" (guarda il video).

Ieri sera intorno alle 23:30, come racconta il Corriere della Sera, una trentina di militanti di Forza Nuova si sono presentati all'ingresso degli studi televisivi per portare le proprie ragioni in tivù.

Nonostante gli fosse vietata l'entrata a Dimartedì, alcuni di loro sono comunque riusciti a intrufolarsi e hanno chiesto di partecipare alla puntata su La7. Giovanni Floris è immediatamente intervenuto e ha avuto uno scambio di battute con gli attivisti. "Voi siete candidati alle prossime regionali - ha detto il giornalista - fatevi eleggere e avrete una vostra rappresentanza". "Se ci fate parlare - lo interrompe uno dei militanti di Forza Nuova - voi non ci invitate mai...".

Non ci sono stati episodi di violenza, ma i responsabili degli studi hanno chiamato le forze dell'ordine che hanno identificato tutti gli appartenenti al gruppo. "Volevano interagire col programma - ha raccontato Floris al Corriere della Sera - questo non è possibile, sia tecnicamente (in quel momento andava in onda un contributo registrato) sia per ragioni di opportunità". E La policy di Dimartedì, come ha spiegato lo stesso conduttore, prevede infatti di non mandare in onda chi non è stato invitato. "Tantomeno se si presenta in quel modo - ha puntualizzato Floris - fermo restando che la modalità con cui si sono posti non è accettabile, il confronto si è svolto in un clima non violento. Dopo aver esposto le loro ragioni si sono fatti accompagnare all'uscita".

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