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Boati e paura, la frana continua. "A Niscemi peggio del Vajont"

Un altro giorno di pioggia e crolli: la situazione è sempre più critica, la zona rossa si estende. Ciciliano: "Nel 1963 un movimento di 263 milioni di metri cubi, qui è di 350"

Boati e paura, la frana continua. "A Niscemi peggio del Vajont"
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"Tutto quello che è già sceso continua per 4 km e mezzo verso la Piana di Gela dove sta franando l'intero versante di collina". Parla il Capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano. Lì, non ci sono abitazioni ma aziende agricole e allevamenti. E le strade sono state spazzate via. "C'è un solo modo per aiutare gli animali d'allevamento ha spiegato Ciciliano elicotteri per portare acqua e fieno e farli vivere". Un'altra delle conseguenze in una Niscemi martoriata da domenica scorsa. Ciciliano ha definito la frana peggiore del Vajont: "Stiamo parlando di un movimento di circa 350 milioni di metri cubi quando il disastro del 1963 ne ha movimentato 263 milioni. A Niscemi siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna, di territorio e di massa franosa caduta rispetto a quella del Vajont". Numeri come quelli che anche Save the Children ha diffuso parlando di 4.200 minori che vivono a Niscemi il clima di paura e sgomento che si respira in una città dove continua a piovere (altre precipitazioni sono previste per il pomeriggio di oggi e per sabato). Per fortuna però, c'è la buona notizia che lunedì potrebbero riaprire le scuole - almeno quelle possibili - ed è un primo segnale di un ritorno seppure lento alla normalità. Tanta la solidarietà alla popolazione di Niscemi. Morale e materiale. Le case di riposo della città hanno aperto a numerosi anziani e persone malate dando loro accoglienza in posti dove sono assistiti con cura, dignità e umanità, garantendo sicurezza e serenità. Questa emergenza mette a dura prova Niscemi ma ne mostra il volto più autentico: quello di una comunità unita, solidale e di grande senso civico. Lo stesso per cui si è distinto il sindaco della vicina Gela, distante una manciata di chilometri da Niscemi: "La ricostruzione dei quartieri franati potrebbe iniziare dalle aree lungo la nostra Piana attualmente in territorio gelese ha detto il primo cittadino gelese Terenziano Distefano Siamo pronti a cederle al comune di Niscemi". Parole pronunciate nel corso di una riunione operativa dove si è anche detto che la procedura può partire dai due consigli comunali per poi trasmettere tutto alla Regione. Sono aree libere e utilizzabili e Gela è disposta a rinunciare a sue pertinenze per la creazione di un nuovo centro abitato di Niscemi in ambito decisamente più sicuro. Da ieri mezzi e personale militare forniscono assistenza alla comunità niscemese, garantendo viabilità e i collegamenti stradali con l'abitato attraverso percorsi alternativi e il ripristino delle strade secondarie. Ieri, in procura a Gela, c'è stato l'incontro tra il procuratore capo Salvatore Vella e i due sostituti incaricati, con i vertici della Mobile di Caltanissetta, del commissariato di Niscemi, i tre professori dell'università di Geologia di Palermo - consulenti tecnici della procura - e il pool Frana'.

Tra le prime misure adottate, disposto il blocco dei pagamenti dei mutui per le famiglie colpite. Alacre il lavoro dei Vigili del fuoco sia nell'accompagnare i civili nelle case in zona rossa - dove si può - in modo da potersi portare i propri oggetti negli alloggi di fortuna che li accolgono. I pompieri hanno anche soccorso 20 animali bloccati fra le fratture del terreno a ridosso della frana, portandoli in salvo attraverso un sentiero di 2 km tra fango e detriti.

Salvatore Cantale, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Caltanissetta, parla della gente che vive qua: "Vedere le persone che improvvisamente non hanno più una casa, è una sensazione che non vorremmo mai vivere dice il comandante Cantale Mi ha colpito una signora che voleva rientrare in casa sua sul bordo della frana e con lo spigolo già fuori dal piano orizzontale. Lei la vede integra e non si dà pace del perché non la facciamo entrare. Ma è chiaro che basta un piccolo smottamento perché vada giù senza possibilità di reazione da parte nostra".

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