"Bollette, il Paese rischia di fermarsi"

Confindustria e Confcommercio al governo: "Urgenti misure contro il caro-energia"

"Bollette, il Paese rischia di fermarsi"

Serve un nuovo whatever it takes perché il caro-bollette sta mettendo a rischio la continuità del tessuto produttivo italiano. A lanciare l'allarme sono state Confindustria e Confcommercio, preoccupate dal costo dell'energia.

La filiera industriale energivora (tra gli altri Federacciai, Federchimica, Assovetro, Assocarta, Federalimentare e Anfia) ieri ha incontrato il ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti per mettere sul tavolo le proprie angosce. «La situazione è drammatica e richiede interventi urgenti e strutturali di politica industriale: non è possibile rinviare le decisioni, serve un atto di coraggio per superare la logica degli interventi spot», hanno dichiarato i vertici di Viale dell'Astronomia rappresentati dal delegato per l'energia, Aurelio Regina, e dal direttore generale, Francesca Mariotti. La bolletta energetica, dopo aver toccato i 21 miliardi nel 2021, quest'anno è attesa a oltre 37 miliardi. «Si tratta di un incremento del costo complessivo del +368% nel 2021 e di oltre 5 volte rispetto ai costi sostenuti nel 2020», rileva Confindustria che, pertanto chiede sul fronte gas una serie di misure tra le quali «la cessione della produzione nazionale ai settori industriali per 10 anni con anticipazione dei benefici finanziari per il 2022 e l' estensione dell'abbattimento degli oneri parafiscali per gli impegni di potenza superiori ai 16,5 chilowattora nel settore elettrico». Per l'elettricità, invece, occorre l'azzeramento degli oneri di sistema per tutti.

Stessa richiesta da Confcommercio che ha espresso rincrescimento per non aver partecipato al tavolo destinato ai settori industriali. «Il caro energia senza precedenti è un'emergenza perché ha un costo insostenibile per un milione di imprese del terziario, le più colpite dalla pandemia. Ed è un'urgenza perché occorre intervenire subito in modo strutturale», ha dichiarato il presidente Carlo Sangalli commentando uno studio sugli effetti dei rincari energetici realizzato insieme a Nomisma Energia. Il caro-bollette, che sta colpendo pesantemente le imprese del commercio, della ricettività e della ristorazione, potrebbe causare nel 2022 un aumento della spesa complessiva dagli 11,3 miliardi del 2021 a 19,9 miliardi (+76%).

Il ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti, ieri ha spiegato che le misure daranno priorità a «chi è a rischio sopravvivenza», ossia quando «l'interruzione produttiva può risultare più conveniente del proseguimento dell'attività». Il viceministro Gilberto Pichetto ha puntualizzato che «senza scostamenti di bilancio, gli spazi non sono un granché: al di là dei 2 miliardi circa per i ristori, il ragionamento può arrivare a 4-5 miliardi». Nella riunione tra il premier Draghi e i ministri Franco, Giorgetti e i Cingolani, svoltasi dopo il tavolo, si è preparato il decreto che dovrebbe essere esaminato oggi. Previsti interventi su aste Ets e oneri di sistema, niente prelievo sulle utility per ora. L'aumento del deficit resta sempre tra le opzioni.

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