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Bolsonaro rimonta e tenta lo "scherzetto" a Lula. Sfida all'ultimo voto e i sondaggisti vanno in tilt

Le previsioni indicano un pareggio tecnico tra l'ex presidente già detenuto e il numero uno uscente. Che, per la prima volta, dice che accetterà l'esito

Bolsonaro rimonta e tenta lo "scherzetto" a Lula. Sfida all'ultimo voto e i sondaggisti vanno in tilt

San Paolo. Sarà una giornata di incertezza quella di oggi in Brasile. 156 milioni di aventi diritto dovranno infatti scegliere chi, dal prossimo primo gennaio, governerà nei prossimi 4 anni il paese più importante dell'America latina. Il favorito dei sondaggi che già lo davano vincente al primo turno, ovvero Atlas, Ipec/Globo e Datafolha, continua ad essere l'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, appoggiato ieri anche da Giuseppe Conte e dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che lo visitò in carcere nel luglio del 2018, dove era finito dopo una condanna per corruzione e riciclaggio. Oggi Lula non solo è tornato ad essere l'«anima più pura del Brasile», come ama ripetere lui ma, a detta dell'ex premier spagnolo Zapatero, addirittura «la speranza per ricostruire l'attuale sistema internazionale in frantumi».

Dal canto suo, il presidente Jair Bolsonaro, grazie a un'economia brasiliana che sta sorprendendo tutti - il Pil crescerà quest'anno del 3%, il 2022 si chiuderà con inflazione sotto il 6% e il minor tasso di disoccupazione dal 2015 - farà sudare fino al conteggio dell'ultimo voto «Lulu», come ha chiamato ieri Lula storpiandone il nome Donald Trump, che ha dato l'endorsement al suo omologo in salsa verde-oro. I cinque sondaggi più recenti, usciti tra venerdì e ieri, mostrano infatti un testa a testa per le presidenziali di oggi. Veritá, Modalmais/Futura e Brasmarket danno il presidente Bolsonaro addirittura in vantaggio, rispettivamente del 51,5% vs 48,5%, del 50,3% vs 49,7% e del 53% vs 47% dei voti. Se si esclude la non troppo affidabile Brasmarket, considerando i margini di errore Veritá e Modalmais/Futura rivelano una situazione di pareggio tecnico, al pari di Paraná Pesquisas e Mda/Cnt che, usciti entrambi ieri, prevedono che Lula vincerà con un margine rispettivamente del 50,4% vs 49,6% e del 51,1% vs 48,9%.

Ieri, dopo la chiusura del nostro giornale, ne sono usciti altri quattro, Genial/Quaest, AtlasIntel, fondato da un ex membro del governo di Dilma Rousseff, Datafolha e Ipec/Globo, tutti quelli insomma che davano per possibile/probabile una vittoria di Lula già al primo turno.

Staremo a vedere che succede ma, di certo, la dichiarazione più importante delle ultime ore l'ha data Bolsonaro alla giornalista Renata Lo Prete, la stessa che scoperchiò lo scandalo del mensalão quando lavorava alla Folha de São Paulo nel 2005, ovvero l'acquisto di voti in Parlamento da parte di Lula. «Non c'è il minimo dubbio. Chi ottiene più voti sarà il presidente. È la democrazia», ha dichiarato il presidente dopo il dibattito sulla tv Globo dell'altroieri notte, l'ultimo prima del voto di oggi. Dichiarazione importante perché mette a tacere, per la prima volta, le speculazioni su una possibile follia «alla Trump» in caso di sconfitta di Bolsonaro, che per mesi ha criticato il sistema di voto elettronico verde-oro, paventando possibili frodi. La speranza è che oltre all'accettazione dell'eventuale sconfitta da parte del possibile perdente, anche i brasiliani riconoscano con serenità l'esito del conteggio dei voti, che dovrebbe arrivare dopo la mezzanotte di oggi, visto lo stretto margine tra i contendenti.

Nell'ultimo dibattito televisivo di venerdì notte tra Bolsonaro e Lula, insulti a parte, il secondo ha tentato di incarnare il ruolo di portatore di pace e amore in un Paese «dilaniato dall'odio» mentre il primo ha ribadito il suo slogan di campagna, ovvero «Dio, patria e famiglia».

Ieri Lula ha concluso la sua campagna elettorale nell'avenida Paulista, il centro finanziario dell'America Latina, accompagnato dal suo candidato alla vicepresidenza, Geraldo Alckmin e dall'ex sindaco di San Paolo, Fernando Haddad, candidato al governo dello stato paulista. Bolsonaro ha invece puntato sullo stato di Minas Gerais, il secondo collegio elettorale del Brasile dopo San Paolo, dove ha incontrato i suoi supporter insieme al neoeletto governatore, Romeu Zema.

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