Bonus, truffa da 2 miliardi. Soldi a clochard e defunti

E il governo lavora a un accordo con le banche per sbloccare i crediti d'imposta "incagliati"

Bonus, truffa da 2 miliardi. Soldi a clochard e defunti

Buone e cattive sul fronte dei superbonus. Le cattive riguardano una maxi-truffa scoperta nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura di Avellino: 21 indagati (per ora) e sequestro di crediti d'imposta fittizi per circa 1,7 miliardi di euro da parte della Guardia di Finanza di Avellino e di Napoli. Le buone notizie riguardano l'accordo tra il governo e le banche che sarebbero disponibili a riprendere l'acquisto dei crediti derivanti dai bonus edilizi. Negli ultimi giorni dal ministero dell'Economia, sotto la regia di Giancarlo Giorgetti e Federico Freni, stanno contattando singolarmente gli istituti di credito che starebbero manifestando l'intenzione di tornare ad acquistare i crediti. In questo modo potrebbe alleggerirsi il problema dei crediti incagliati.

L'ipotesi di utilizzare i modelli F24 che le banche hanno raccolto per il versamento delle imposte dei contribuenti, suggerita da ABI e Ance, invece, non è decollata per le forti perplessità della Ragioneria. Sarebbe infatti necessario attivare una piattaforma che prolungherebbe i tempi e potrebbero esserci problemi di liquidità.

Alla Camera dove si sta esaminando il decreto che ha bloccato lo sconto in fattura e la cessione dei crediti per i nuovi lavori edilizi, non sono ancora stati presentati emendamenti per sciogliere il nodo dei crediti già maturati e incagliati. È probabile che la decisione sulla strada da intraprendere sarà adottata dopo la verifica con le banche. Si va comunque verso un cambio di calendario con lo slittamento a mercoledì 29 marzo dell'approdo in Aula del decreto sulla cessione dei crediti del Superbonus. Nel frattempo si lavorerà a un accordo sul nodo dei 19 miliardi di crediti incagliati, tema che potrebbe essere affrontato già lunedì 27. Su questo, come sottolinea l'azzurra Erica Mazzetti, è sì importante che il governo lavori in sinergia con le banche per favorire la ripresa dell'acquisto dei crediti derivanti dai bonus edilizi. Ma «a questo punto è fondamentale e propedeutico approvare l'emendamento a mia prima firma per sostenere un accordo tra ABI e parti interessate, così da definire bene i termini e i parametri dell'accordo».

Proprio nelle ore calde in cui si cerca una soluzione al blocco dei crediti, la Guardia di Finanza di Avellino e di Napoli, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura di Avellino, ha proceduto al sequestro di crediti d'imposta più alto di sempre attraverso perquisizioni nelle province di Napoli, Avellino, Salerno, Milano, Lodi, Torino, Pisa, Modena e Ferrara nei confronti di 21 indagati per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato. La rete di truffatori, utilizzando prevalentemente prestanome, tra cui senza fissa dimora, percettori di reddito di cittadinanza, persone decedute o con precedenti penali, aveva creato un numero imprecisato di imprese inesistenti per riscuotere crediti di imposta fittizi per «Ecobonus» e «Bonus Facciate» per 1,7 miliardi. L'indagine è partita da una analisi di rischio del Settore Contrasto Illeciti dell'Agenzia delle Entrate. Sono state inoltrate istanze anche per immobili inesistenti. E in duemila casi i lavori si sarebbero dovuti realizzare addirittura in comuni inesistenti.

I lavori dichiarati per i quali sono stati inoltrate richieste di bonus avrebbero avuto un costo di circa 2,8 miliardi di euro. I sequestri hanno impedito che i crediti possano essere utilizzati in compensazione o monetizzati presso gli intermediari.

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