Boom di turisti stranieri. Spiagge prese d'assalto come prima del Covid

Sono 32 milioni gli italiani in vacanza. Bocca: "Italia percepita come meta sicura"

Boom di turisti stranieri. Spiagge prese d'assalto come prima del Covid

In spiaggia come ai tempi pre Covid. Uno spartiacque epocale questo virus, che segna il tempo, marca lo spazio, ridisegna e definisce i nostri luoghi, le nostre vacanze. E se tornano i livelli come quelli del 2019, significa che siamo sulla strada giusta. Domenica in spiaggia davvero non si camminava. Non c'era un angolo di sabbia visibile a occhio nudo. Tutta la spiaggia era un grande lenzuolo colorato cosparso di teli mare, asciugamani, materassini gonfiabili, ombrelloni, sdraio. Sul bagnasciuga c'era tantissima gente. Il mare era una tavola azzurra cristallina puntinata di uomini donne e bambini. Da Nord a Sud. Da Sud a Nord. Marche, Lazio, Abruzzo, Sardegna, Sicilia, Veneto, Liguria. E per chi sta provando a prenotare ora, non si trova niente, spiagge da tutto esaurito.

Complice secondo Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi nazionale, la spinta vaccinale, il sentirsi più sicuri. «Sicuramente l'effetto della campagna di vaccinazione - spiega Bocca al Giornale - è stato molto positivo. L'Italia è percepita come una destinazione sicura. Oggi i turisti europei preferiscono il nostro Paese a Spagna e Grecia perché quando gli altri erano aperti noi eravamo chiusi e oggi beneficiamo dei sacrifici fatti». La meta preferita dagli italiani rimane il mare con il 75% di preferenze, rispetto alla montagna con il 9,7% e alle località d'arte al 4,7%. A Rimini, per dire, Ferragosto è già sold out. «Anche a causa delle incertezze legate all'andamento della pandemia, c'è la tendenza a prenotare all'ultimo minuto - dice la destination manager di VisitRimini Valeria Guarisco - richieste che ormai fatichiamo ad accontentare, visto che siamo già verso il tutto esaurito». Un terzo degli hotel qui ospita una quota di visitatori esteri superiore al 15%. E infatti nelle spiagge italiane sono tornati i tedeschi, i francesi, gli svizzeri, i polacchi. Addirittura, azzarda la presidente dell'associazione albergatori di Rimini, Patrizia Rinaldis, «questo ci fa pensare a un mese di agosto tra i più positivi degli ultimi anni».

Il 93,3% degli italiani che ha effettuato o effettuerà una vacanza nel corso dell'estate rimarrà in Italia, per un totale di 30,1 milioni di persone. Trentadue milioni di italiani poi, tra maggiorenni (25,8 milioni) e minorenni (6,7 milioni), hanno già fatto una vacanza o si apprestano a farla. La spesa pro capite raggiunge gli 876 euro, contro i 673 euro dell'anno scorso. Torna anche ai livelli pre Covid la durata media della vacanza principale: 10 notti contro le nove del 2020. Secondo Federalberghi il comparto balneare ha registrato un'accelerazione preparandosi a pareggiare i dati di presenze e fatturato dell'estate 2019. Anche se secondo un'indagine condotta con il supporto tecnico dell'Istituto Acs Marketing Solutions, «ciò che verrà prodotto in termini di giro d'affari (spese di viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) toccherà i 22,7 miliardi di euro contro i 14,3 miliardi di euro dello scorso anno (+58,7% circa). Di questi, solo il 21,4% è destinato a essere speso per il pernottamento, quindi neanche 5 miliardi arriveranno alle imprese ricettive. Troppo poco per riuscire a compensare le perdite avute solo dall'inizio del 2021». Ma il trend è comunque positivo. Boom di prenotazioni in Sardegna, in Salento. Anche in Veneto. Soffre un po' Venezia, che vede il ritorno dei turisti ma quelli «mordi e fuggi». Gli hotel non riescono a raggiungere il 70% di prenotazioni. «Città come Roma - spiega Bocca - che in periodi normali nel mese di giugno arrivano al 70, 78% di occupazione, ora si fermano al 30%». In cima alla classifica c'è la Liguria con un tasso di occupazione alle stelle: nel primo week end di agosto ha visto il 94,2% delle strutture ricettive piene. Spiagge.it il portale dedicato ai gestori e agli utenti degli stabilimenti balneari fa sapere che tra le province più cercate e prenotate, sul podio ci sono Napoli, La Spezia e Gorizia. E c'è chi giura che questo sia anche l'«effetto Europei».

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