Leggi il settimanale

Borghi-Crosetto, gli amici "duellanti" su X

I leghista e il ministro si rintuzzano quotidianamente sui social

Borghi-Crosetto, gli amici "duellanti" su X
00:00 00:00

Caro amico ti scrivo, così duelliamo un po'. D'altronde, a confermare l'esistenza di un rapporto che va oltre la politica, sono gli stessi protagonisti dei botta e risposta nel centrodestra più "virali" del web. Dopo l'ennesima lite digitale su Groenlandia, Europa e Dazi il senatore leghista Claudio Borghi (foto) lo racconta al Giornale. "Io e Guido siamo amici da prima che io iniziassi a fare politica, dal 2011 o 2012", ci dice. E Crosetto lo aveva rivelato su X in occasione del precedente battibecco. "É vero, siamo amici. Da molto prima di fare politica. Ma ciò non ci impedisce di discutere. Dovrebbe vederci al Copasir!", il post. L'ultima singolar tenzone risale a sabato sera. Borghi provoca: "Vado a festeggiare i dazi di Trump alla Francia e alla Germania". Crosetto replica: "Non capisco cosa ci sia da festeggiare nell'indebolimento (economico) dei nostri alleati. Non stiamo facendo il tifo tra Milan ed Inter". Controbatte l'economista: "Ci sono due motivi per me per festeggiare. 1) dazi alla Francia e Germania (nostri concorrenti) e non all'Italia = vantaggio competitivo per l'industria italiana. 2) disgregazione dell'Ue = ritorno alla sovranità nazionale = fine dell'incubo e ritorno alla crescita".

Borghi, con Il Giornale, ridimensiona, pur senza arretrare. "In questo mondo fatto di ipocrisia noi ci diciamo le cose apertamente - ci spiega - su tantissime altre cose andiamo d'accordo". Il leghista twitta, il ministro risponde. E viceversa. Come il 6 dicembre scorso. Crosetto scrive un lungo post sul documento della strategia di sicurezza nazionale Usa. Borghi è incontenibile: "Dove tu in quel rapporto leggi che noi abbiamo bisogno di più armi da comprare insieme alla Ue io leggo che la Ue deve essere smantellata". "Se non riesci a capire nemmeno un tweet in italiano come avrai capito il rapporto in inglese", non le manda a dire il titolare della Difesa. L'altro scambio di battute degli ultimi mesi, come sempre caustico, ce lo ricorda sorridendo lo stesso senatore del Carroccio, che lo considera a suo modo premonitore.

"Ma se per caso gli Usa attaccassero il Venezuela che facciamo? Mandiamo 12 pacchetti di armi a Maduro?", punge Borghi il 16 novembre. "Post come i tuoi, fatti in Russia in dissenso da Putin, non sarebbero possibili mentre in Usa, come in Italia, sono benvenuti", risponde l'altro. Caro Guido, caro Claudio. Nemico carissimo.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica