Botte da orbi a sinistra. Calenda: "Il volemose bene non funziona"

Nuovo scontro tra il leader di Azione e Nicola Fratoianni. Franceschini disperato: “Fermatevi!”. Tensione altissima nell’accozzaglia rossa

Botte da orbi a sinistra. Calenda: "Il volemose bene non funziona"

I grandi proclami di qualche giorno fa sembrano uno sbiadito ricordo. L’alleanza tra Partito Democratico e Azione/+Europa è già in bilico. Il motivo? L’apertura dei dem ai rossoverdi, il tandem Fratoianni-Bonelli. Senza dimenticare la variabile Di Maio, che ha scosso il mondo Pd. Nel vortice di dichiarazioni e di tweet, Calenda ha posto un nuovo ultimatum: nell’accozzaglia non c’è spazio per Sinistra italiana e Verdi.

“Agenda Draghi? Non esiste. Lo ha detto Draghi stesso. Povero Calenda, deve correre in cartoleria a comprarsene un'altra. Noi intanto lavoriamo per un'Italia più giusta e più verde”: queste le parole di Fratoianni che hanno scatenato la nuova rissa nell’ammucchiata. Dichiarazioni che non sono particolarmente piaciute all’ex titolare del Mise.

E riecco il tanto amato veto: “Direi che abbiamo raggiunto un punto di chiarezza. Mi pare del tutto evidente che c’è una scelta netta da fare per il Partito Democratico che ha siglato un patto chiaro con noi che dice l’opposto. A queste condizioni per quanto ci concerne non c’è spazio per loro nella coalizione. No NATO, no agenda Draghi etc sono linee rosse per noi e per Più Europa.. Adesso decida Enrico Letta”, il giudizio tranchant di Calenda su Twitter.

Ospite di Radio 24, il capo politico di Azione aveva già ribadito che l’accordo firmato con il Partito Democratico è il frutto di una scelta di responsabilità, ma a condizioni ben precise. Calenda non si è detto disponibile a rivedere l’intesa. Il patto, a suo avviso, “può essere cancellato, ma non annacquato aggiungendo partiti zattera o iniziative incoerenti”.

Clima rovente, altissima tensione. Una situazione che scatena il panico nel mondo dem. “Fermatevi!”, il disperato appello di Dario Franceschini a Calenda e Fratoianni: “Ci aspetta una sfida molto più grande dell’interesse dei nostri partiti: evitare che l’Italia finisca in mano a una destra sovranista e incapace. Per iniziarla e vincerla occorre rispettarci a vicenda e accettare le nostre diversità”. In altre parole, se non andiamo d’accordo sarà impossibile competere con il centrodestra.

Ma Calenda non sembra disposto a esibirsi nell’ennesima giravolta. “Dario, il terzismo alla volemose bene con noi non funziona”, il monito dell’ex manager di Sky: “NATO, rigassificatori, equilibrio di bilancio, revisione rdc, agenda Draghi. Dall’altro lato c’è una dichiarazione al minuto contro tutto questo. Chiarite. Punto”. La palla adesso passa a Letta, chiamato quasi a un’analisi costi-benefici. L’ammucchiata rischia di affondare già dopo pochi giorni…

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