Benvenuti in Emilia Romagna, dove nulla è come sembra. A cominciare dai numeri della sanità. A lungo la regione è stata annoverata tra le eccellenze d'Italia: medici top, conti in salute. Ecco, sui medici concordiamo anche noi e le classifiche dell'agenzia Agenas sulle prestazioni ospedaliere ce ne danno la conferma (ad esempio, tra strutture italiane promosse a pieni voti ci sono, come new entry, l'ospedale di Bentivoglio e quello di Fidenza). Anche la Corte dei Conti riconosce il buon livello delle cure. Decreta un miglioramento nei bilanci ma solo un anno fa scriveva: "Non potete continuare a rompere il porcellino".
IL PORCELLINO ROTTO
A fronte di un buco sanitario di quasi 650 milioni, la Regione ha deciso di ammorbidire il debito attingendo alle risorse della sanità sovra-Asl. Cioè, spostando dei soldi da una voce all'altra. Ma la coperta risulta comunque troppo corta per coprire le casse in sofferenza. "Abbiamo pagato il forte definanziamento del fondo nazionale - assicura l'assessore alla Sanità Massimo Fabi - ma quest'anno raggiungeremo il pareggio".
Per ora l'unico "più" è quello del bilancio preventivo 2025 sulla percentuale di crescita del debito: +27% rispetto al 2024 (quando indicava 733 milioni di buco), un dato che non si allontana di molto dal 2023, annus horribilis per i bilanci sanitari firmati da Stefano Bonaccini, complici i costi dell'emergenza Covid, la guerra appena cominciata e l'aumento del costo dell'energia. Uno pensa che, in una situazione del genere, si stia attenti a ogni singola voce. Invece no. Due esempi: sono a fine dicembre sono scaduti vaccini anti influenzali del valore di 1,5 milioni di euro. E non si è lesinato sui premi ai dirigenti delle Asl (gli stessi che hanno contribuito a mandare all'aria i bilanci). Roba di Pd e di amici di amici.
I DUE VOLTI DEI TICKET
Sono andati persi 55 milioni di euro di ticket sulle visite: cioè, non sono mai stati riscossi. I pazienti avrebbero dovuto versarli a fine esame ma molti non lo hanno fatto e nessuno è andato mai a chiederglieli. Risultato: un altro mega buco. E per riappianarlo che si fa? Vengono introdotti altri ticket, stavolta sui medicinali, anche per i cittadini che hanno sempre pagato tutto: da 2,20 a 4 euro a confezione. "Eravamo gli unici a non farlo" si giustifica il presidente della regione Michele De Pascale, che annuncia anche un'operazione di riscossione crediti. "Nessuna intenzione di fare cassa" specifica Fabi.
SOCCORSI CON WAZE
Nelle classifiche nazionali, i tempi di intervento delle ambulanze sono migliori rispetto alla media nazionale.
Ottimo risultato, soprattutto se si considera che gli operatori del 118 usano Google maps o Waze per trovare la strada. Ma è leggendo nelle contropieghe, che qualcosa non funziona: la Fials Emilia Romagna denuncia che nel 2024 sono morte in ambulanza 574 persone per errori di valutazione durante il soccorso: sono cioè stati classificati come codice a basso rischio e non rosso.
IL CASO RIZZOLI
Il piano di risparmi non taglia gli sprechi ma i servizi. Clamoroso è il caso dell'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna: a fine 2025 la Regione ha sospeso gli interventi non urgenti causa sforamento del budget.
Ma in questo modo verranno prolungate a oltre 18 mesi le liste d'attesa per un'operazione.
E solo pochi tra i 29mila pazienti in attesa si potranno permettere le tariffe degli ospedali privati. Non solo, Bologna ha affidato all'ospedale la sua quota "traumatologia" e questo non farà che aumentare ulteriormente le liste, "intasando" sale operatorie.