Mentre la sinistra, gli intellettuali engagé e la stampa progressista cianciavano di improbabili ritorni delle squadracce nere, filosofeggiavano sulla fascinazione montante (solo per loro) nei confronti del Ventennio e si avventuravano in arditi paragoni tra l'Italia attuale e quella esattamente di un secolo fa, qualcos'altro si stava muovendo nel Paese. A loro insaputa. Troppo intenti a guardare nello specchietto retrovisore, non hanno capito quello che accadeva sotto i loro occhi: cioè che invece che i fascisti, stavano tornando gli anarco-comunisti. Se non fossero sufficienti le cronache, oramai quotidiane, adesso ce lo conferma anche l'Europa: in Italia c'è un allarme ricomparsa del terrorismo rosso. Lo dicono i numeri, come è testimoniato nel report 2025 dell'Europol rilanciato ieri dal giornalista di Mediaset Leonardo Panetta: nel 2024 in tutta la Ue ci sono stati 21 attacchi terroristici di stampo anarco-insurrezionalista, 18 dei quali nel nostro Paese. E già questo triste primato è alquanto preoccupante.
Ma, altrettanto preoccupante, è il silenzio pressoché assoluto nel quale tutto ciò è avvenuto, testimonianza dello scollamento dalla realtà di una parte degli opinion makers. Mentre la sinistra sedicente moderata denunciava il ritorno del fascismo, gli estremisti e gli anarco insurrezionalisti si organizzavano e colpivano i loro obiettivi, a volte riuscendoci e altre volte per fortuna no. Sempre protetti dal disinteresse generale. Nella migliore delle ipotesi siamo dinnanzi a una involontaria opera di distrazione di massa, nella peggiore a un'attività di intelligenza con il nemico.
Dunque sconvolgono ma non stupiscono più di tanto le violenze dello
scorso sabato a Torino, perché da tempo l'Italia è divenuta un catalizzatore europeo della violenza politica antagonista.Una violenza che la sinistra, da anni, finge di non vedere, neppure davanti agli allarmi dell'Europa.