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Il business dei ricorsi contro il Cpr albanese: 2 su 3 rientrati in Italia

Gli avvocati rossi hanno bloccato i rimpatri di 345 irregolari pericolosi. Il caso del "pizzino" dal Pd

Il business dei ricorsi contro il Cpr albanese: 2 su 3 rientrati in Italia
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Il giochino dei ricorsi frena la macchina dei rimpatri. Su 495 migranti passati dal Cpr di Gjadër, due su tre non sono stati rimpatriati. Per 266 irregolari il trattenimento non è stato convalidato dopo la richiesta di protezione internazionale. Tutti i trattenuti in Albania, che hanno precedenti, sono ritenuti pericolosi a livello sociale. I trascorsi giudiziari degli ospiti in questione vanno dallo stupro al furto, dalla rapina ai maltrattamenti familiari (anche verso minori), dallo spaccio di sostanze stupefacenti alla resistenza a Pubblico ufficiale. Il governo guidato da Giorgia Meloni accelera sui rimpatri. Ma la filiera "migrazionista", tra core legal e segnalazione dei casi, fa ostruzionismo. È l'Asgi, l'associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione, che è legata a Magistratura democratica, a gravitare attorno al Centro di permanenza e rimpatrio di Gjader. E a tornare indietro in direzione dell'Italia sono stati ben più di 266 migranti. Oltre a quelli dimessi per la mancata convalida del trattenimento da parte dell'autorità giudiziaria, infatti, ne esistono almeno 39 che sono stati trasferiti da Gjadër per motivi sanitari. La registrazione di queste 39 dichiarazioni di inidoneità alla vita in comunità ha rappresentato un'ulteriore complicazione per il funzionamento del Cpr. La concatenazione tra dimissioni sanitarie e ideologia dell'accoglienza a tutti i costi, poi, non è nuova: tre mesi fa, la Procura di Ravenna ha chiesto l'interdizione di otto medici. L'accusa è di falso ideologico e la presunzione è che i certificati anti-rimpatrio fossero falsi. La gestione dei fenomeni migratori è un mercato che può riguardare sì avvocati rossi ma anche medici rossi. Con il benestare di certa magistratura, si intende. L'autorità giudiziaria ha disposto le dimissioni dall'Albania di altri 11 migranti presenti a Gjadër, grazie alla concessione della sospensiva dell'espulsione. E altri sei irregolari passati dal Cpr sono stati dimessi per la sospensione del trattenimento in sede di riesame da parte del giudice competente. Non è finita. Altri diciotto migranti, come tutti gli altri ritenuti pericolosi, sono stati fatti uscire dal Cpr per la mancata proroga del giudice di pace. Cinque, ancora, hanno lasciato il Paese governato da Edi Rama su disposizione diretta dell'autorità giudiziaria. Il conto è semplice: su 495 stranieri irregolari condotti nella struttura albanese dal principio, 345 non sono stati rimpatriati. E tutti i soggetti il cui trattenimento non è stato convalidato sono stati ricondotti in Italia. Questa è la fotografia sino all'aprile del 2026. A essere tornati nella loro nazione d'origine sono meno di 150 migranti, dato che alcuni sono ancora nel Cpr. Due su tre, come premesso, hanno lasciato il centro senza tornare a casa.

A breve la questione del "modello Albania" tornerà ad interessare gli scranni parlamentari. L'inchiesta del Giornale, che ha riguardato anche un "pizzino" dei dem su un avvocato consigliato ai migranti, ha scosso Fratelli d'Italia, che oggi presenterà un'interrogazione rivolta al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Ad annunciare l'iniziativa è stata la deputata Sara Kelany. Fdi intende chiarire l'episodio in cui la delegazione parlamentare del Pd, la scorsa estate, ha sostanzialmente indicato un legale da contattare ad alcuni degli ospiti del centro albanese. L'avvocato in questione è Salvatore Fachile, guarda caso dell'Asgi. Rachele Scarpa, deputata dem che ha anche visitato Gjadër, sentita in merito, ha smentito. "Non mi risulta. Noi diamo indicazione esplicita di non consigliare mai avvocati. Poi i ragazzi parlano tra di loro... quindi laddove un avvocato risulta buono e disponibile, i migranti tendono a dirselo tra di loro. Al massimo è possibile che siano stati dati dei numeri verdi, tipo Sos migranti. Ma non c'è la possibilità che un singolo avvocato venga raccomandato a un migrante".

Tuttavia, gli irregolari, una volta intervistati dalla delegazione dem, hanno chiesto di rivolgersi a un legale di cui conoscevano numero, nome e cognome, mostrando anche un bigliettino. Chi gliel'ha dato? Come facevano a conoscere Salvatore Fachile? Domande che troveranno risposta in Parlamento.

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